Coronavirus, Governo valuta già ipotesi scuole chiuse oltre il 15 marzo

Il Governo ha valutato prudenzialmente la necessità di sospendere le attività didattiche in tutta Italia fino al 15 marzo. Ma la data potrebbe slittare

Scuole chiuse fino al 15 marzo. Forse. Come sappiamo, visto il quadro epidemiologico in rapida evoluzione, il Governo ha valutato prudenzialmente la necessità di sospendere le attività didattiche, anche al di fuori della zona rossa, fino al 15 marzo.

Per far fronte all’emergenza Coronavirus il Miur ha predisposto indicazioni specifiche per fare in modo che sia comunque garantito il servizio pubblico essenziale, attraverso lezioni a distanza o didattica online.

Le critiche del Comitato tecnico-scientifico

Il Comitato tecnico-scientifico con cui il Governo si è confrontato ha portato all’attenzione dei ministri elementi di incertezza su quanto un provvedimento di questo tipo possa contribuire davvero al contenimento dell’infezione. Ma c’è un altro elemento di incertezza, cioè la durata della sospensione.

Per il rientro a scuola tutto dipenderà dal corso dell’epidemia. Ma il Governo sta già pensando a una eventuale proroga della data di rientro a scuola: gli studenti potrebbero quindi non rientrare a scuola il 16 marzo, ma dover aspettare ancora qualche giorno, o settimana.

Quando si rientra a scuola: le date possibili

Alcuni rumors a Palazzo Chigi parlano di una possibile chiusura fino al 3 aprile, il che vorrebbe dire riprendere le lezioni frontali in classe lunedì 6.

Esattamente com’è successo per i viaggi di istruzione: in un primo momento il Ministero della Salute aveva bloccato le partenze degli studenti fino al 15 marzo. Ora la data è stata posticipata di altre due settimane, fino al 3 aprile visto, che, purtroppo, l’epidemia non accenna a fermarsi.

Ma quanto è realistico il rientro a scuola il 6 aprile? Appena dopo ci sarebbero le vacanze di Pasqua, che quest’anno cade il 12 aprile. E allora la macchina esecutiva guidata dal premier Conte, secondo alcune previsioni, potrebbe persino decidere di non mandare a scuola bambini e ragazzi il 6 aprile per poi stare di nuovo a casa il 9 per le vacanze pasquali.

Insomma, una vera impresa per le famiglie, necessaria ovviamente, ma di difficilissima gestione. Per non parlare dei costi che i genitori dovrebbero sostenere e stanno già sostenendo, per cui il Governo ha stabilito voucher e aiuti.

Cosa ne sarà dell’anno scolastico

Per quanto possiamo immaginare ora, sembra davvero impossibile che la chiusura dell’anno scolastico non subisca slittamenti. Nella migliore delle ipotesi, si arriverà a fine giugno, con rientri pomeridiani e corsi di recupero oppure con il potenziamento dell’e-learning. Ma qui il problema è un altro: per quanto la scuola sia sempre più tecnologica, non tutti i docenti hanno accesso e familiarità con gli strumenti informatici, e non tutti gli studenti e le famiglie possono permettersi connessioni Internet o pc e tablet.

In ogni caso, come confermato anche dalla ministra dell’Istruzione Luca Azzolina, l’anno scolastico non è a rischio perché, anche qualora non si raggiungesse la soglia di legge di 200 giorni di didattica, entrerebbe in gioco la causa di forza maggiore prevista dalla legge, che consente di derogare a questa regola.

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