Coronavirus, metà Francia è zona rossa: i dipartimenti interessati

Situazione quasi esplosiva in Francia, dove i contagi da Coronavirus continuano a salire e il Governo ha deciso la quarantena per metà del Paese

Situazione quasi esplosiva in Francia, dove i contagi da Coronavirus continuano a salire. Quasi 5.300 le nuove infezioni in un solo giorno (dato del 21 settembre), 209 ricoveri di cui 45 in terapia intensiva soltanto nelle ultime 24 ore.

Mentre le restrizioni aumentano in tutta Europa, dall’Inghilterra alla Spagna all’Italia, che ha deciso l’obbligo del tampone proprio per chi arriva da Parigi e da altre sei Regioni, l’epidemia continua a diffondersi in Francia, che nella solo giornata di domenica ha nuovamente registrato più di 10mila contagi, con picchi particolarmente preoccupanti nel Rodano, in Guadalupa e Parigi.

Metà Francia in quarantena

Per questo motivo il governo francese ha stabilito una nuova zona rossa per ben 50 dipartimenti francesi, che considera le zone più colpite riflettendo una “circolazione attiva del virus”. Il nuovo decreto aggiunge 13 dipartimenti a un elenco già ampio. Tra questi, Aveyron, Calvados, Doubs, Eure, Gers e Indre-et-Loire, così come Marne, Haute-Marne, Meurthe-et-Moselle, Saône-et- Loira, Tarn, Vienne e Territoire de Belfort.

L’elemento principale preso in considerazione nel determinare se un territorio debba essere messo in quarantena è il suo tasso di incidenza, ovvero il numero di casi confermati in una settimana ogni 100mila abitanti. Quando supera i 50, il reparto viene posto a priori nella zona rossa.

Come funziona la quarantena

Tuttavia, alcune aree possono anche essere posizionate “in anticipo” nella zona rossa. Questo è il caso, ad esempio, di quando il tasso di incidenza si avvicina a 50 e la progressione suggerisce che questo limite sarà raggiunto rapidamente, o se la situazione nelle zone vicine è considerata preoccupante.

La delimitazione di zone rosse consente ai prefetti di adottare nuove misure sanitarie, come è avvenuto recentemente nelle aree della Gironda o del Bouches-du-Rhône. Ciò può in particolare comportare una “limitazione o addirittura divieto di raduni” o la chiusura parziale o totale di stabilimenti aperti al pubblico che non sono essenziali.

Nuove misure saranno introdotte ad esempio a partire da martedì 22 settembre a Lione e nel dipartimento del Rodano per frenare la diffusione del Coronavirus. Tra queste, il numero massimo di partecipanti ai raduni sarà ridotto a 1.000 persone contro le 5mila di oggi, come già avviene a Bordeaux, Marsiglia e Nizza. Alcuni eventi verranno addirittura cancellati, come la famosa Fiera di Lione.

© Italiaonline S.p.A. 2020Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Coronavirus, metà Francia è zona rossa: i dipartimenti interessati