Coronavirus, l’emergenza non è finita: le nuove ordinanze di Veneto e Toscana

Le due regioni sono state costrette a correre ai ripari per porre un freno all'ondata di contagi degli ultimi giorni

A dispetto di quanto si possa credere, e di quanto affermato anche da alcuni esperti, l’emergenza sanitaria scatenata dal nuovo Coronavirus non è affatto terminata. Anche se il virus fa meno paura rispetto a qualche settimana fa, la riapertura delle attività produttive e commerciali offre nuove “opportunità” di contagio, facendo crescere i rischi per la formazione di focolai.

Ed è esattamente quello che è accaduto negli ultimi giorni in Toscana e Veneto, dove il numero di nuovi contagi è tornato a salire in maniera preoccupante, facendo schizzare l’indice Rt al di sopra della soglia dell’1. Così Rossi e Zaia, rispettivamente presidente della giunta in Toscana e in Veneto, sono stati costretti a emanare nuove ordinanze restrittive e tentare così di arginare la diffusione del COVID-19.

Cosa prevede l’ordinanza della Toscana

Nelle ultime due settimane nella Regione guidata da Enrico Rossi sono comparsi tre focolai familiari, per un totale di 18 contagiati. Si tratta di stranieri che, tornati dal Paese di origine, non hanno rispettato il periodo di due settimane di quarantena. Per questo, si è resa necessaria la pubblicazione di un’ordinanza restrittiva.

Nell’ordinanza si dispone che le autorità sanitarie debbano effettuare test sierologici su tutti i componenti familiari entrati in contatto con il contagiato. In caso di sovraffollamento in casa, inoltre, si dovrà predisporre “l’albergo sanitario”, così da evitare contatti tra le mura domestiche. Nel caso in cui il contagiato dovesse essere un immigrato, i test dovranno essere allargati a tutta la comunità “al fine di tracciare e trattare tutti gli eventuali casi”.

Cosa prevede l’ordinanza del Veneto

In Veneto, dove l’indice Rt è salito a 1,63 nel giro di pochi giorni, la pubblicazione della nuova ordinanza è attesa per lunedì 6 luglio. E, come preannunciato dal Presidente Zaia, sarà fortemente restrittiva. In particolare, è intenzione dell’esponente leghista di inasprire le sanzioni per chi viola la quarantena domiciliare o per i positivi sintomatici che rifiutano il ricovero.

Zaia propone multe superiori ai 1.000 euro (cifra massima prevista ora dal decreto governativo) e periodi di carcere più lunghi per chi viola la quarantena domiciliare. Non dovrebbe essere invece possibile, secondo il Presidente della giunta veneta, rifiutare il ricovero: chi si presenta in pronto soccorso e risulta positivo deve essere sottoposto a TSO e ricoverato coattamente.

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