Coronavirus, chi non ha l’obbligo di tampone o isolamento anche se rientra dall’estero

Quali sono le eccezioni per chi rientra dall'estero e dunque non ha l'obbligo di sottoporsi a tampone o isolamento?

Esistono varie limitazioni per chi viaggia. Chi rientra in Italia dall’estero ha in alcuni casi massima libertà di spostamento, in altri obbligo di isolamento e in altri ancora di tampone, se non addirittura divieto di entrata.

Il Dpcm 7 settembre 2020 ha ripreso, con alcune specifiche, i precedenti elenchi contenuti nel Dpcm 7 agosto, confermando i 6 gruppi di Paesi già individuati. Per l’Europa vigono le regole che abbiamo elencato qui, e per il resto del mondo qui.

Le eccezioni alle regole Covid per chi rientra in Italia

In tutti i casi di restrizioni agli spostamenti, però, esistono delle eccezioni. Non sotto sottoposti a obbligo di tampone e/o isolamento fiduciario e/o sorveglianza, a condizione che non insorgano sintomi di Covid e che non ci siano stati soggiorni o transiti in uno o più Paesi di cui agli elenchi C e F nei 14 giorni antecedenti all’ingresso in Italia, queste categorie:

  • chiunque indipendentemente dalla nazionalità faccia ingresso in Italia per un periodo non superiore alle 120 ore per comprovate esigenze di lavoro, salute o assoluta urgenza, con l’obbligo, allo scadere di detto termine, di lasciare immediatamente il territorio nazionale o, in mancanza, di iniziare il periodo di sorveglianza e di isolamento fiduciario;
  • chiunque indipendentemente dalla nazionalità transiti, con mezzo privato, nel territorio italiano per un periodo non superiore a 36 ore, con l’obbligo, allo scadere di questo termine, di lasciare immediatamente il territorio nazionale o, in mancanza, di iniziare il periodo di sorveglianza e di isolamento fiduciario;
  • cittadini e residenti degli Stati e territori di cui agli elenchi A, B, C e D che fanno ingresso in Italia per comprovati motivi di lavoro;
  • personale sanitario in ingresso in Italia per l’esercizio di qualifiche professionali sanitarie, incluso l’esercizio temporaneo;
  • lavoratori transfrontalieri in ingresso e in uscita dal territorio nazionale per comprovati motivi di lavoro e per il conseguente rientro nella propria residenza, abitazione o dimora;
  • personale di imprese ed enti aventi sede legale o secondaria in Italia per spostamenti all’estero per comprovate esigenze lavorative di durata non superiore a 120 ore;
  • funzionari e agenti, comunque denominati, dell’Unione europea o di organizzazioni internazionali, agenti diplomatici, personale amministrativo e tecnico delle missioni diplomatiche, funzionari e impiegati consolari, personale militare e della polizia di Stato nell’esercizio delle loro funzioni;
  • alunni e studenti per la frequenza di un corso di studi in uno Stato diverso da quello di residenza, abitazione o dimora, nel quale ritornano ogni giorno o almeno una volta la settimana;
  • equipaggio dei mezzi di trasporto;
  • personale viaggiante;
  • ingressi per motivi di lavoro regolati da speciali protocolli di sicurezza, approvati dalla competente autorità sanitaria;
  • ingressi per ragioni non differibili, inclusa la partecipazione a manifestazioni sportive e fieristiche di livello internazionale, previa specifica autorizzazione del Ministero della salute e con obbligo di presentare al vettore all’atto dell’imbarco e a chiunque sia deputato ad effettuare i controlli dell’attestazione di essersi sottoposti, nelle 72 ore antecedenti all’ingresso nel territorio nazionale, ad un test molecolare o antigenico, effettuato per mezzo di tampone e risultato negativo.

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