Coronavirus, De Luca pronto a chiudere la Campania

Il governatore minaccia di chiudere i confini della propria regione a causa dell'aumento di casi di contagi da fuori territorio

Il presidente della Campania Vincenzo De Luca vedendo i contagi aumentare si preoccupa e pensa di fare da sé: “A fine agosto vedremo se chiedere al Governo di limitare o meno la mobilità interregionale“. Così ha dichiarato in diretta sulla sua pagina Facebook comunicando di valutare delle limitazioni restrizioni sulla circolazione tra i confini regionali.

Coronavirus, De Luca pronto a chiudere la Campania: i numeri dei contagi

“Assumeremo questo orientamento tra 7-10 giorni e lo faremo con grande determinazione. Salvo i casi soliti motivi di lavoro, sanitari che giustifichino lo spostamento. Ci regoleremo sulla base dell’andamento del contagio in altre regioni d’Italia” ha specificato De Luca nel suo intervento sui social.

In diretta il presidente della Campania ha letto i numeri dei positivi registrati nella propria regione, sottolineando come la maggioranza dei casi provengano da fuori il territorio: “Oggi – aggiunge De Luca – abbiamo 68 contagi, di questi 14 nella Napoli 1, 3 provenienti dall’estero, 6 contagiati in strutture turistiche della Sardegna e 5 residenti, quindi 9 da fuori regione o villaggi turistici o paesi esteri.”

Coronavirus, De Luca pronto a chiudere la Campania: le accuse

Il governatore campano ha motivato questa sua decisione con la crescita dei contagi in tutta Italia, per la quale ha attribuito le responsabilità al governo e alle Regioni del Nord: “Ho assistito con sconcerto al fatto che alcune Regioni del Nord abbiano ritenuto di non rendere obbligatorio per i loro concittadini rientrati dall’estero il tampone e l’isolamento domiciliare e guardo con preoccupazione a queste scelte poco responsabili”.

Conseguenza anche, ha continuato De Luca, di “una scelta sbagliata del governo nazionale: l’apertura totale delle frontiere in uscita e entrata senza nessun controllo.”

All’esecutivo il presidente campano imputa infine un’altra misura sulla quale esprime la sua contrarietà: “Il governo ha preso una decisione che mi pare incredibile. Ha deciso di rendere obbligatorio l’uso della mascherina all’aperto dopo le 18. Ma il 90 per cento delle persone dopo le 18 la mascherina non la indossa. L’elemento critico che considero sconcertante è l’assoluta scomparsa delle forze dell’ordine nell’attività di controllo rispetto alle ordinanze emesse.

“Se il governo decide che alle 18 si deve indossare mascherina – conclude Da Luca – occorre fare i controlli, se no è molto meglio non fare le ordinanze. Sarebbe stato preferibile evitare l’ordinanza e fare controlli mirati sui locali dove non si rispettano le norme di sicurezza”.

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