Perché la Croazia fa così paura: chi si contagia di più e dove

Aumento sensibile dei casi Covid in Croazia. Il ministro della salute Speranza ha stabilito che chi fa rientro in Italia da questo Paese – così come da Spagna, Grecia e Malta – dovrà sottoporsi a tampone

Il ministro della Salute Roberto Speranza ha emesso un’ordinanza che introduce regole più restrittive per chi arriva in Italia da quattro Paesi europei: Croazia, Spagna, Grecia e Malta. Sono infatti sempre di più i turisti, di cui molti anche giovanissimi, che sono risultati positivi al rientro nel nostro Paese dopo una vacanza in uno di questi luoghi magnifici.

Potenzialmente, osserva il governo croato, la più grande fonte possibile di infezione sono bar, discoteche, riunioni di famiglia e la frequentazione di diversi estranei in un’area che rende impossibile mantenere la necessaria distanza fisica.

La situazione del Covid in Croazia

Ma qual è esattamente la situazione in Croazia e perché preoccupa così tanto? I contagi nel Paese si stanno facendo importanti. Il numero di nuovi casi confermati negli ultimi 14 giorni è stato di 18,8 su 100mila abitanti. Il numero di nuovi casi in terapia intensiva 0,19, sempre su 100mila. Solo nelle ultime 24 ore, si sono registrati 180 nuovi casi. 115 persone sono ancora ricoverate in ospedale.

Attualmente ci sono 22 hotspot che si occupano di effettuare i test lungo tutto il Paese. Dal 25 febbraio, giorno in cui è stato scoperto il primo caso di contagio in Croazia, sono state registrate in totale 6.050 persone contagiate dal Coronavirus, 158 delle quali sono morte e 4.906 sono guarite. In questa ondata epidemica, solo d’estate, dal 18 giugno al 10 agosto, sono morte 51 persone.

La maggior parte delle persone decedute presentava però comorbilità significative che, in connessione con COVID-19, erano associate ad un’alta probabilità di sviluppare forme ancora più gravi della malattia. Il maggior numero di decessi riguarda poi persone in età avanzata: l’età media è di 77,8 anni.

In Croazia, le persone infette sono principalmente i contatti di casi precedentemente confermati, casi importati e quelli con una storia epidemiologica negativa.

Nell’arco di poco più di una settimana, la Croazia ha iniziato a vedere nuovi casi di positività legati ai locali notturni, per lo più sulla costa, motivo per cui si sono registrati nuovi casi di contagio tra i turisti stranieri e nazionali. Si tratta principalmente di persone di età più giovane che hanno visitato uno o più locali notturni durante il loro soggiorno al mare, soprattutto a Makarska, Vodice, Novalja e Vir.

La situazione nell’entroterra

Nella contea di Međimurje, all’interno del Paese, non sono stati segnalati nuovi casi di infezione da Covid negli ultimi 7 giorni. In altre contee, ad eccezione di Vukovarsko-Srijemska – la vecchia Slavonia che però si trova nell’entroterra lontano dal mare – e della città di Zagabria, non si registrano focolai né un aumento significativo del numero di casi confermati.

Nella contea di Vukovarsko-Srijemska, l’attenzione si concentra su due incontri di famiglia, ad esempio. Uno di loro è stato monitorato per cinque settimane e sono ancora in fase di registrazione i contatti con altre persone. Attualmente, qui e a Zagabria i focolai attivi riguardano fornitori di servizi per case di riposo per anziani. Immediatamente dopo lo scoppio dell’epidemia, sono state attuate misure antiepidemiche, utenti e dipendenti sono stati sottoposti a test e messi in autoisolamento. I pazienti sono stati trasferiti al reparto infettivi dell’ospedale territoriale.

La situazione sulla costa

Nella parte costiera, quella frequentata dai turisti, l’aumento del numero di casi si è verificato a causa di riunioni familiari, celebrazioni e permanenza in luoghi affollati con un gran numero di persone sconosciute.

Attualmente, il maggior numero di casi si registra nella contea di Splitsko-Dalmatinska, la bellissima e frequentatissima regione tra Spalato e la Dalmazia, dove l’aumento del numero di casi nelle ultime tre settimane si è verificato a causa di un matrimonio, seguito da contatti secondari e terziari di casi confermati, e dallo scoppio del virus in una struttura ricettiva per persone con disabilità. Gli hotspot sono stati posti sotto sorveglianza.

Nella contea di Istarska, quella che noi conosciamo come Istria, meno di quattro settimane fa il virus si è diffuso in una struttura ricettiva per anziani e tra gruppi di amici. Sono stati registrati diversi casi importati, che poi a loro volta hanno infettato amici e contatti durante riunioni di famiglia e gite.

Le misure restrittive

A causa di questa nuova situazione, il Governo sta pensando di rafforzare le misure nei locali notturni e di obbligare i turisti in vacanza sull’Adriatico a osservare tutte le misure epidemiologiche, evitando i locali in cui non è possibile mantenere il distanziamento sociale e indossando la mascherina anche all’aperto laddove non ci sia la giusta distanza.

Ad oggi, sono ancora in vigore le misure di distanziamento sociale, l’igiene delle mani e la disinfezione dei locali. Inoltre, è obbligatorio indossare mascherine al chiuso per tutti gli operatori sanitari, i professionisti e i dipendenti che lavorano nel sistema di assistenza sociale e nelle strutture ricettive.

Dal 10 luglio tutti gli organizzatori di eventi cui partecipano più di 100 partecipanti devono adempiere a misure specifiche: obbligo di presentare una notifica al County Center entro e non oltre 48 ore prima dell’inizio e di conservare le registrazioni scritte dei partecipanti, in modo che n caso di positività, si potrebbe facilmente risalire la catena dei contagi.

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