Coronavirus, cosa fare quando si torna in Italia da Paesi non europei

Cosa fare se si arriva, cioè si entra o si torna, in Italia dopo essere stati all'estero? La risposta cambia a seconda di quale Paese si è visitato, e se questo si trova in Europa oppure no

Cosa fare se si arriva, cioè si entra o si torna, in Italia dopo essere stati all’estero? La risposta cambia a seconda di quale Paese si è visitato, e se questo si trova in Europa oppure no.

Se si arriva da Paesi non Ue o Schengen

Mentre per i rientri da Paesi Ue rispondono a regole diverse, l’ingresso in Italia da Stati non facenti parte dell’Unione europea o dell’accordo di Schengen è consentito, ma con obbligo di motivazione e solo per:

  • comprovate esigenze lavorative
  • di assoluta urgenza
  • motivi di salute
  • comprovate ragioni di studio
  • rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.

Se si arriva da Paesi della “white list”

Fatte salve le restrizioni per chi proviene o transita dai Paesi a rischio, è consentito in ogni caso senza dover specificare alcuna motivazione l’ingresso nel territorio nazionale di:

  • cittadini di Stati terzi residenti nella cosiddetta “white list”: Australia, Canada, Georgia, Giappone, Nuova Zelanda, Ruanda, Repubblica di Corea, Thailandia, Tunisia, Uruguay. Montenegro e Serbia dal 16 luglio sono stati inseriti nella lista dei Paesi a rischio con divieto di ingresso e transito in Italia. Dal 30 luglio chi proviene dall’Algeria ha l’obbligo di motivare l’ingresso in Italia
  • cittadini di Stati terzi soggiornanti di lungo periodo, nonché di cittadini di Stati terzi che derivano il diritto di residenza da altre disposizioni europee o dalla normativa nazionale e dei rispettivi familiari.

Gli obblighi da rispettare

Resta l’obbligo di sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario per tutte le persone che facciano ingresso in Italia da Stati o Paesi esteri diversi da quelli facenti parte dell’Unione Europea, Stati parte dell’accordo di Schengen, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, Andorra, Principato di Monaco, Repubblica di San Marino e Stato della Città del Vaticano ovvero che vi abbiano soggiornato nei 14 giorni anteriori all’ingresso in Italia.

La quarantena è comunque prevista per i cittadini che negli ultimi 14 giorni abbiano soggiornato in Romania e Bulgaria.

È consentito soltanto fare, nel minore tempo possibile, il percorso per recarsi a casa o nella diversa dimora individuata come luogo dell’isolamento. In questo tragitto non è consentito usare mezzi di trasporto pubblico ma è consentito il noleggio di autovetture e l’utilizzo di taxi o il noleggio con conducente.

Tuttavia, chi entra o rientra in Italia dall’estero per motivi di lavoro, salute o assoluta urgenza può rinviare fino a 120 ore l’inizio dell’isolamento fiduciario.

Chiunque entra in Italia da qualsiasi località estera è tenuto a consegnare al vettore o alle forze di polizia in caso di controlli una autodichiarazione, che potete scaricare qui.

>>> Scarica qui il modulo rientro dall’estero <<<

Eccezioni

Esistono comunque delle eccezioni, ovvero categorie di cittadini che, pur provenendo da Paesi che lo richiederebbero, non hanno l’obbligo di quarantena al momento dell’ingresso nel nostro Paese.

Tra questi, il personale sanitario, il personale di mezzi di trasporto e i funzionari dell’Ue (l’elenco completo lo trovate sul sito del Ministero degli esteri).

Cosa fare se compaiono sintomi

Se compaiono sintomi compatibili con il Covid è necessario rispettare queste regole:

  • avvertire immediatamente il Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda Sanitaria Locale (ASL), tramite il personale delle strutture ricettive, che è tenuto a favorire l’accesso ai servizi sanitari, oppure chiamando il numero verde di prevenzione regionale della ASL di competenza, i cui numeri possono essere rintracciati sul sito del Ministero della Salute
  • in caso di sintomi gravi contattare il numero di emergenza nazionale 112
  • evitare di recarsi direttamente al pronto soccorso
  • indossare una mascherina chirurgica
  • se ci si trova in una struttura ricettiva (albergo, b&b, ecc.) avvisare la reception della propria condizione di salute in modo che possa attuare le appropriate misure di protezione nei confronti del personale e degli altri ospiti
  • dove possibile, trasferirsi in una stanza singola con bagno dedicato
  • rimanere nella propria stanza con la porta chiusa, garantendo un’adeguata ventilazione naturale
  • rispettare il divieto assoluto di mobilità, seguendo le indicazioni del personale sanitario
  • evitare i contatti con altri turisti e con il personale della struttura ricevente per quanto possibile
  • lavarsi frequentemente le mani con acqua e sapone e applicare le altre misure di prevenzione igienico-sanitaria
  • tossire e starnutire direttamente su di un fazzoletto o nella piega del gomito ed eliminare i fazzoletti riponendoli entro due sacchetti resistenti chiusi (uno dentro l’altro)
  • rimanere reperibile ai contatti quotidiani dell’operatore di sanità pubblica che monitora la sorveglianza
  • evitare l’assunzione di farmaci senza prescrizione del medico

Info utili

Vi ricordiamo che in caso di dubbi è comunque sempre possibile chiamare il numero di pubblica utilità 1500, attivato dal Ministro Roberto Speranza per rispondere alle domande dei cittadini sul nuovo Coronavirus.

Il servizio di risposta ai cittadini è attivo 24 ore su 24, tutti i giorni. Rispondono operatori appositamente formati e sempre aggiornati, insieme a dirigenti sanitari e mediatori culturali.

Per ulteriori info potete anche consultare la pagina di FAQ del Ministero degli Affari Esteri.

© Italiaonline S.p.A. 2020Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Coronavirus, cosa fare quando si torna in Italia da Paesi non europei