Coronavirus, cosa fare quando si torna in Italia da Paesi europei

Cosa fare se si arriva, cioè si entra o si torna, in Italia dopo essere stati all'estero? La risposta cambia a seconda di quale Paese si è visitato

Cosa fare se si arriva, cioè si entra o si torna, in Italia dopo essere stati all’estero? La risposta cambia a seconda di quale Paese si è visitato, e se questo si trova in Europa oppure no.

Se si arriva da Paesi europei

Mentre per chi torna in Italia da Paesi extra Ue vigono regole particolari, sono liberamente consentiti gli spostamenti per qualsiasi ragione, anche per turismo, da e per i seguenti Stati:

  • Stati membri dell’Unione Europea (oltre all’Italia stessa, Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria)
  • Stati parte dell’accordo di Schengen (gli Stati non Ue parte dell’accordo di Schengen: Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera)
  • Regno Unito (Gran Bretagna e Irlanda del nord)
  • Andorra, Principato di Monaco
  • Repubblica di San Marino e Stato della Città del Vaticano.

Se si arriva da Romania o Bulgaria

È invece obbligatoria la quarantena per tutti i cittadini che nei 14 giorni precedenti all’arrivo in Italia abbiano soggiornato in Romania e Bulgaria.

Se si arriva da Croazia, Grecia, Malta o Spagna

Secondo quanto disposto dall’ordinanza 12 agosto 2020 del ministro della Salute Roberto Speranza, i cittadini che invece, nei 14 giorni precedenti all’arrivo in Italia, abbiano soggiornato in Croazia, Grecia, Malta e Spagna, devono:

  • presentare alle autorità competenti una certificazione attestante che nelle 72 ore antecedenti all’ingresso nel territorio nazionale si siano sottoposti a un test molecolare o antigenico, effettuato per mezzo di tampone con esito negativo, oppure
  • sottoporsi ad un test molecolare o antigenico, con tampone, al momento dell’arrivo in aeroporto, porto o luogo di confine, ovvero entro 48 ore dall’ingresso nel territorio nazionale presso l’azienda sanitaria locale di riferimento. In attesa di sottoporsi al test presso l’azienda sanitaria locale di riferimento si deve osservare l’isolamento fiduciario presso la propria abitazione o dimora.
  • comunicare immediatamente il proprio ingresso nel territorio nazionale al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente per territorio, anche se asintomatici.
  • in caso di insorgenza di sintomi Covid segnalare con tempestività la situazione all’Autorità sanitari, attraverso i numeri telefonici dedicati e sottoporsi ad isolamento fiduciario
  • chiunque entra in Italia da qualsiasi località estera è tenuto a consegnare al vettore o alle forze di polizia in caso di controlli una specifica autodichiarazione (che potete scaricare qui).

>>> Scarica qui il modulo rientro dall’estero <<<

Cosa fare se compaiono sintomi

Se compaiono sintomi compatibili con il Covid è necessario rispettare queste regole:

  • avvertire immediatamente il Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda Sanitaria Locale (ASL), tramite il personale delle strutture ricettive, che è tenuto a favorire l’accesso ai servizi sanitari, oppure chiamando il numero verde di prevenzione regionale della ASL di competenza, i cui numeri possono essere rintracciati sul sito del Ministero della Salute
  • in caso di sintomi gravi contattare il numero di emergenza nazionale 112
  • evitare di recarsi direttamente al pronto soccorso
  • indossare una mascherina chirurgica
  • se ci si trova in una struttura ricettiva (albergo, b&b, ecc.) avvisare la reception della propria condizione di salute in modo che possa attuare le appropriate misure di protezione nei confronti del personale e degli altri ospiti
  • dove possibile, trasferirsi in una stanza singola con bagno dedicato
  • rimanere nella propria stanza con la porta chiusa, garantendo un’adeguata ventilazione naturale
  • rispettare il divieto assoluto di mobilità, seguendo le indicazioni del personale sanitario
  • evitare i contatti con altri turisti e con il personale della struttura ricevente per quanto possibile
  • lavarsi frequentemente le mani con acqua e sapone e applicare le altre misure di prevenzione igienico-sanitaria
  • tossire e starnutire direttamente su di un fazzoletto o nella piega del gomito ed eliminare i fazzoletti riponendoli entro due sacchetti resistenti chiusi (uno dentro l’altro)
  • rimanere reperibile ai contatti quotidiani dell’operatore di sanità pubblica che monitora la sorveglianza
  • evitare l’assunzione di farmaci senza prescrizione del medico

Info utili

Vi ricordiamo che in caso di dubbi è comunque sempre possibile chiamare il numero di pubblica utilità 1500, attivato dal Ministro Roberto Speranza per rispondere alle domande dei cittadini sul nuovo Coronavirus.

Il servizio di risposta ai cittadini è attivo 24 ore su 24, tutti i giorni. Rispondono operatori appositamente formati e sempre aggiornati, insieme a dirigenti sanitari e mediatori culturali.

Per ulteriori info potete anche consultare la pagina di FAQ del Ministero degli Affari Esteri.

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