Coronavirus, nuovo lockdown in Cina: cosa sappiamo

La Cina ha chiuso due città, che ospitano complessivamente 18 milioni di persone, dopo circa 300 nuovi casi di coronavirus negli ultimi giorni

La Cina ha deciso di ricorrere a un nuovo lockdown dopo 127 nuovi casi di Covid-19 e 183 contagi asintomatici, negli ultimi sei giorni: le autorità hanno quindi chiuso due città, Shijiazhuang e Xingtai. Entrambi i focolai, secondo gli esperti locali, sarebbero dovuti a casi importati dall’estero.

Inoltre l’autorità contro la corruzione del Paese ha comunicato che tre funzionari locali sono stati puniti per non essere stati in grado di prevenire l’aumento dei contagi da coronavirus.

Coronavirus, nuovo lockdown in Cina: chiuse due città

Sia a Shijiazhuang sia a Xingtai si trovano nella provincia dell’Hebei, a nord di Pechino. In entrambi i centri è immediatamente iniziata la corsa ai tamponi, che dovrebbe chiudersi in poche ore nonostante nella prima città vivano 11 milioni e nella seconda 7.

A tutte le persone è stato vietato di uscire dalla città: le autostrade sono state chiuse, così come sono stati bloccati e cancellati i trasporti aerei, ferroviari e via bus.

La Cina ripiomba nella paura: cosa succede nell’Hebei

Shijiazhuang è la capitale della provincia dell’Hebei, conta 11 milioni di abitanti e si trova relativamente vicino a Pechino, distante circa 300 chilometri. Un focolaio fuori controllo causerebbe una nuova paralisi del Paese.

Lo stesso direttore della Commissione sanitaria nazionale, Ma Xiaowei, ha definito grave la situazione: nelle ultime ore sono stati cancellati oltre 200 voli, ma l’attenzione ai trasporti è totale dato che sono stati organizzati posti di blocco lungo le strade che portano alla città.

Sono stati chiusi gli asili e le scuole, vietati gli eventi pubblici e non è possibile accedere nemmeno ai siti turistici, serrati anche loro.

Le autorità hanno imposto ai residenti di Shijiazhuang e Xingtai di restare a casa una settimana. Quelle di Pechino invece obbligano i lavoratori dell’Hebei a mostrare la prova di un impiego nella capitale, accompagnato da un test del virus negativo, prima di potervi accedere.

Gli abitanti di Pechino sono oltre 21 milioni, la capitale è uno snodo di interscambi di persone provenienti da tutto il mondo: se esplodesse un focolaio anche lì la Cina, ma anche tutti i Paesi che con lei hanno relazioni di qualsivoglia genere, si ritroverebbe di fronte a un’ondata forse più devastante delle precedenti.

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