Coronavirus, tracce nei surgelati. Il Covid si trasmette con il cibo?

Una serie di studi ha associato gli alimenti congelati alla trasmissione di Covid. Ecco tutto ciò che sappiamo finora

Negli ultimi mesi, una serie di studi ha associato le spedizioni di alimenti congelati alla trasmissione di Covid.

I casi sospetti

Proprio questa settimana, in Cina le autorità locali hanno trovato a Shenzhen tracce di Covid-19 sulle confezioni di ali di pollo importate dal Brasile, su imballaggi per gamberetti dell’Ecuador a Wuhu e imballaggi per frutti di mare importati a Yantai.

Anche la Nuova Zelanda sta indagando se il suo primo caso di Coronavirus locale in oltre tre mesi sia stato importato insieme a cibo congelato. Uno dei casi è stato collegato a un lavoratore che ha gestito le importazioni in un impianto di conservazione di alimenti congelati.

Per dimostrare che il virus sulla confezione era ancora contagioso, i ricercatori avrebbero dovuto dimostrare che poteva riprodursi in laboratorio, cosa che non è avvenuta. È anche improbabile che il virus sopravviva intatto al processo di congelamento e scongelamento.

Che rischio c’è di contrarre il Covid dal cibo

“Tutti i cittadini dovrebbero essere cauti nell’acquisto di prodotti a base di carne congelata e prodotti acquatici importati negli ultimi giorni”, ha dichiarato la Commissione sanitaria municipale di Shenzhen. Tuttavia, la commissione ha rintracciato e testato tutti coloro che erano entrati in contatto con il pollo e nessuno è risultato positivo al Covid.

L’Organizzazione mondiale della sanità ha consigliato alle persone di non preoccuparsi di contrarre il virus attraverso il cibo. “Le persone non dovrebbero temere il cibo, o il confezionamento o la lavorazione o la consegna del cibo“, ha detto in un briefing Mike Ryan, capo del programma di emergenza dell’OMS. “Non ci sono prove che il cibo o la catena alimentare partecipino alla trasmissione di questo virus. E le persone dovrebbero sentirsi a proprio agio e al sicuro”.

I coronavirus, come quello che causa il Covid, si diffondono principalmente da persona a persona attraverso le goccioline respiratorie quando qualcuno tossisce, starnutisce o parla. È possibile che una persona possa infettarsi toccando una superficie o un oggetto, inclusi alimenti o imballaggi alimentari, su cui è presente il virus e quindi toccando la propria bocca, il naso o forse i propri occhi. Tuttavia, non si ritiene che questo sia il modo principale in cui il virus si diffonde.

Secondo il capo del laboratorio di sanità pubblica dell’Università di Hong Kong, Leo Poon, esperto di nuovi coronavirus e consulente per l’Organizzazione per l’alimentazione e l’agricoltura delle Nazioni Unite, “non sappiamo se ci sia un rischio o meno. Finora non ci sono prove chiare e documentate che dimostrino che il Covid-19 possa essere trasmesso da alimenti contaminati.

Sappiamo quindi che ci sono alcuni casi sospetti, come l’epidemia in un mercato a Pechino a giugno, ma non sappiamo se il cibo stesso è fonte di infezione. “Hanno trovato le prove del virus lì, ma potrebbero essere state tracce di un virus morto che ha semplicemente contaminato il cibo”.

Alcuni cibi possono essere più rischiosi di altri?

Ma alcuni cibi possono essere più rischiosi di altri? I cibi a temperatura ambiente, come i cereali ad esempio, non sono molto pericolosi, perché un virus può sopravvivere su una superficie contaminata solo per pochi giorni, quindi, nel momento in cui i grani vengono spediti sul mercato, il virus dovrebbe essere già morto.

Quali misure possiamo quindi adottare come consumatori per ridurre il rischio di trasmissione rappresentato dal cibo? La cosa migliore è cercare di mantenere una buona igiene delle mani. Lavarsi le mani bene con acqua e sapone, e spesso, potrebbe aiutare a ridurre il rischio di trasmissione. A casa, rispetto alla carne cruda ad esempio, dovremmo lavarla bene con acqua per ridurre la quantità di virus, se presente, sul cibo e poi lavarci le mani.

Cucinare il cibo uccide il Covid?

I virus sono molto sensibili al calore. Se cuciniamo il cibo correttamente, anche se c’è la possibilità di un virus infettivo all’interno, dovrebbe essere inattivato dal calore. Nei test è stato scoperto che il Covid-19 perde la sua qualità infettiva se sottoposto a una temperatura di 70 °C per 5 minuti. Quindi il cibo cucinato correttamente dovrebbe essere sicuro per il consumo.

Il congelamento del cibo uccide il Covid?

Se congeliamo il Covid-19, ci sono alcune prove che suggeriscono che può sopravvivere in campioni congelati per un periodo di tempo piuttosto lungo. Al virus piace il freddo. È stato fatto in passato un esperimento che ha dimostrato che il virus può sopravvivere per almeno 2 settimane a 4 °C. Sotto lo zero, potrebbe sopravvivere anche più a lungo. Il virus fondamentalmente ama il freddo ma non il caldo.

Il Covid si diffonde ingerendo cibo?

Finora non ci sono prove chiare per dimostrare che gli esseri umani possono assorbire il virus dal consumo di cibo contaminato. C’è un rischio ma nessuno lo ha ancora valutato correttamente. Tuttavia, anche così, il rischio è molto inferiore rispetto ad altre modalità di trasmissione conosciute, come la trasmissione da uomo a uomo attraverso la tosse.

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