Coronavirus, asintomatici: quanti sono e come infettano. La nuova scoperta

Due studi sul Covid-19 cambiano il ruolo degli asintomatici sulla diffusione della pandemia da coronavirus

La carica virale del Sars-CoV-2 degli asintomatici è la stessa degli infetti con sintomi. È la scoperta fatta da un gruppo di ricercatori dell’ Asan Medical Center di Seul, pubblicata sulla rivista scientifica “Thorax” e supportata da Roberto Cauda, direttore della Uoc di Malattie Infettive del Policlinico Gemelli Irccs di Roma e ordinario di Malattie Infettive all’Università Cattolica di Roma.

Coronavirus, asintomatici: quanti sono e come infettano. Lo studio sudcoreano

“Non possiamo permetterci di ridurre le misure di prevenzione come l’uso di mascherine e il distanziamento sociale e dobbiamo scovare gli asintomatici il più possibile, con tutti i metodi a disposizione, in particolare i test rapidi che, seppur con dei limiti, consentono di intercettare un numero molto elevato di asintomatici”, è la deduzione del professor Cauda in merito alla ricerca, il quale conclude l’importanza di insistere sui test a tappeto per individuare più positivi nascosti possibili.

Secondo i risultati del team sudcoreano guidato da Sung-Han Kim, il Coronavirus è presente allo stesso modo nel naso e nella gola di chi ha pochi sintomi (o li ha ma praticamente inesistenti rispetto a i casi di manifestazione evidente della malattia). La ricerca è stata condotta su 213 persone positive al Sars-Cov-2, poste in isolamento e monitorate.

A sei giorni dal primo tampone, il 19% di questo gruppo di pazienti non ha manifestato nessun sintomo. Tredici giorni è stata ripetuta l’operazione col risultato che oltre la metà di quelli senza sintomi (54%) è risultata positiva al Sars-Cov-2, così come il 64% di quelli con sintomi lievi, ma senza alcuna differenza significativa di carica virale tra i due gruppi.

“Considerando che la maggior parte degli individui asintomatici con infezione da Sars-Cov-2 è probabile non venga intercettata e continui quindi a fare la vita di sempre, questi individui potrebbero avere un ruolo essenziale nella trasmissione del virus responsabile del Covid-19 e quindi nel perdurare della pandemia” hanno scritto nel loro studio i ricercatori sudcoreani.

La tesi sostenuta dagli scienziati è che i risultati del loro studio “aggiungono ulteriore sostegno all’importanza dell’uso della mascherina da parte di tutti, indipendentemente dalla presenza di sintomi, e suggeriscono che i test per il Sars-Cov-2 dovrebbero essere estesi per intercettare gli asintomatici specie nei settori a rischio come nelle strutture sanitarie e residenziali.

Lo studio potrebbe cambiare la considerazione sul ruolo nella diffusione della malattia dei contagiati da Coronavirus che non presentano sintomi. Un aspetto che sin dall’inizio della pandemia ha influito sulla mole di tamponi da effettuare sulle popolazioni, nel merito delle decisioni dei governi e delle organizzazioni mondiali. Quando è scoppiata l’emergenza Covid-19, infatti, veniva sottoposto a test soltanto chi presentava sintomi evidenti della malattia. Approccio modificato via via col passare dei mesi e con lo sviluppo dell’epidemia.

Coronavirus, asintomatici: quanti sono e come infettano. Lo studio svizzero

In considerazione dell’importanza di questo aspetto nel dibattito scientifico, un altro studio svela quanti siano effettivamente i contagiati che non hanno sviluppato la malattia in rapporto alla popolazione mondiale.

Secondo un lavoro pubblicato sulla rivista PLOS Medicine da un gruppo di ricercatori svizzeri, infatti, la quota di asintomatici in circolazione potrebbe non superare il 20% dei casi.

Lo studio si basa su una revisione di 79 ricerche già pubblicate sulla Covid-19 per un totale di 6.616 persone coinvolte, delle quali 1.287 sono state definite asintomatiche.

Un numero inferiore rispetto a quanto stimato finora, ma che non mette in dubbio l’importanza del monitoraggio anche di coloro che trasmettono il coronavirus senza saperlo.

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