Coronavirus, i 4 scenari dell’Iss in base all’indice di contagio Rt

Scenario 1, 2, 3 e 4: cosa sono, a cosa corrispondono e quali misure serve adottare quando ci si trova in uno di essi

L’Iss, Istituto Superiore di Sanità lo scorso settembre ha delineato 4 scenari che avrebbero definito i profili dei mesi di convivenza con il Covid. Una convivenza necessaria, in attesa del primo vaccino.

4 scenari in base al cosiddetto indice di contagio Rt, che inizia a diventare critico se supera l’1, sempre più difficile fino a 1,5 e fuori controllo quando questa soglia.

Scenario 1: Rt>1 per meno di 1 mese

Lo scenario 1 è quello in cui la trasmissibilità non aumenta sistematicamente, le scuole hanno un impatto modesto sulla trasmissibilità e i sistemi sanitari regionali riescano a tracciare e tenere sotto controllo i nuovi focolai, inclusi quelli scolastici.

La situazione è di trasmissione localizzata, con focolai limitati a determinati territori, con Rt regionali sopra soglia, cioè sopra 1, per periodi limitati, cioè inferiori a 1 mese, e bassa incidenza.

Scenario 2: 1<Rt<1,25

Lo scenario 2 delinea invece una situazione di trasmissibilità sostenuta e diffusa ma gestibile dal sistema sanitario nel breve e medio periodo, con valori di Rt regionali sistematicamente e significativamente compresi tra Rt=1 e Rt=1,25.

Un’epidemia con queste caratteristiche di trasmissibilità è caratterizzata da una costante crescita dell’incidenza di casi e corrispondente aumento dei tassi di ospedalizzazione e dei ricoveri in terapia intensiva.

La crescita del numero di casi può però essere relativamente lenta, senza comportare un rilevante sovraccarico dei servizi assistenziali per almeno 2-4 mesi.

Scenario 3: 1,25<Rt<1,5

Lo scenario 3 riguarda una situazione di trasmissibilità sostenuta e diffusa con rischi di tenuta del sistema sanitario nel medio periodo, con valori di Rt regionali sistematicamente e significativamente compresi tra Rt=1,25 e Rt=1,5.

Un’epidemia con queste caratteristiche di trasmissibilità è caratterizzata da una più rapida crescita dell’incidenza di casi rispetto allo scenario e può comportare un sovraccarico dei servizi assistenziali entro 2-3 mesi.

Se l’epidemia si diffondesse prevalentemente tra le classi di età più giovani, e si riuscisse a proteggere le categorie più fragili, come gli anziani, il margine di tempo entro cui intervenire potrebbe essere maggiore.

Scenario 4: Rt>1,5

Infine, lo scenario 4, il peggiore. Vede una situazione di trasmissibilità non controllata con criticità nella tenuta del sistema sanitario nel breve periodo, con valori di Rt regionali sistematicamente e significativamente maggiori di 1,5.

Anche se una epidemia con queste caratteristiche porta a misure di mitigazione e contenimento più aggressive nei territori interessati, uno scenario di questo tipo rischia di portare rapidamente a una numerosità di casi elevata e chiari segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali, senza la possibilità di tracciare l’origine dei nuovi casi.

La crescita del numero di casi può comportare un sovraccarico dei servizi assistenziali entro 1-1,5 mesi, a meno che l’epidemia non si diffonda prevalentemente tra le classi di età più giovani, e si riesca a proteggere le categorie più fragili, come gli anziani.

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