Scatta il coprifuoco anche in Piemonte: cosa prevede l’ordinanza Cirio

Una nuova ordinanza firmata dal ministro della Salute Roberto Speranza d’intesa con il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, per contrastare e contenere il diffondersi della pandemia

Dopo la stretta su movida, negozi e scuola, scatta il coprifuoco anche in Piemonte. Da lunedì 26 ottobre e fino al 13 novembre 2020 saranno vietati in tutto il territorio piemontese gli spostamenti dalle 23 alle 5 del mattino dopo.

A stabilirlo è l’ordinanza firmata dal ministro della Salute Roberto Speranza d’intesa con il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, per contrastare e contenere il diffondersi della pandemia. In caso di mancato rispetto delle misure scatterà una sanzione.

La situazione Covid in Piemonte

Oggi venerdì 23 ottobre il Piemonte ha sfondato la soglia dei 2mila contagi (2.032 in più rispetto a ieri), di cui il 51% asintomatici. Ammontano quindi a 51.700 i casi di persone finora risultate positive al Covid-19 in Piemonte.

Rispetto a ieri, aumenta il numero dei ricoverati in terapia intensiva (84 persone in totale, 5 in più) e aumenta il numero dei ricoverati non in terapia intensiva (1. 1362 persone in totale, 136 in più).

Le persone in isolamento domiciliare sono 15.016. I tamponi diagnostici finora processati sono 919.629 (più 12.665) di cui 495.464 risultati negativi.

>>> Scarica qui il modulo per l’autodichiarazione per Campania, Lazio e Lombardia <<<

Quando non vale il coprifuoco

Come nel caso delle altre Regioni che hanno introdotto limitazioni agli spostamenti, faranno eccezione comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità e urgenza, motivi di salute oppure il rientro a casa o presso la propria dimora, che dovranno però sempre essere certificate con l’apposita autodichiarazione predisposta dal Ministero dell’Interno per tutte le Regioni in cui sono in essere restrizioni agli spostamenti.

Le parole del governatore Cirio

“Sono misure dolorose ma condivise perché l’aumento del contagio degli ultimi giorni impone regole più rigide” ha spiegato il governatore Alberto Cirio. Il potenziamento dei posti letto, delle terapie intensive e dei laboratori “ci permette di combattere questa battaglia con maggior forza, ma servono comunque misure di contenimento modulate sull’evolversi dell’epidemia”.

Per questo “lavoriamo ogni giorno con gli altri Presidenti, il Ministero della Salute e i nostri epidemiologi, monitorando ora per ora la situazione, pronti ad assumere, con la prudenza che ci ha contraddistinto fin dall’inizio (come anche la decisione, accolta dal Tar, di misurare la temperatura degli studenti anche a scuola), ogni decisione si renda necessaria per tutelare la salute pubblica. D’accordo con i sindaci del territorio, abbiamo cercato di evitarlo intervenendo con misure chirurgiche, ma gli ultimi dati ci costringono a questa decisione”.

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