“Contagi in crescita vertiginosa”: perché la variante Omicron fa più paura

Il Covid continua la sua avanzata in giro per il mondo, con una nuova variante che spaventa la comunità scientifica

Da giorni non si parla che della “variante del terrore”. Ma perché la Omicron, il nuovo ceppo di Sars-Cov-2 scoperto in Botswana e Sudafrica, fa paura? È davvero così pericoloso? La comunità scientifica è preoccupata per la sua diffusione, e la nuova versione del virus è già arrivata anche in Italia, nonostante le nuove misure per fermare la sua avanzata. Ma andiamo per ordine.

Covid, perché la variante Omicron preoccupa gli esperti

Il Tag-Ve è un gruppo indipendente di esperti che monitora la pandemia di Covid per conto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. La task force si concentra in particolare sulle nuove varianti del coronavirus.

L’ultima emersa in ordine cronologico è la B.1.1.529, rilevata per la prima volta il 9 novembre 2021 nel Sud Africa. Ha un alto numero di mutazioni, e alcune di queste potrebbero indicare dei rischi maggiori per le persone infettate.

Secondo quanto è emerso dalle valutazioni preliminari, rispetto alle altre Voc, variants of concern (quelle che cioè sono fonte di preoccupazione per la comunità scientifica), sarebbe maggiore la possibilità di reinfettarsi.

Il numero di casi connessi alla variante è in aumento in maniera “vertiginosa” in tutti gli stati dell’Africa australe, dove i contagi sono aumentati del 258% in una settimana e la Omicron è diventata dominante in sole due settimane.

Diversi laboratori hanno sottolineato come questo ceppo non venga rilevato da uno dei geni bersaglio del tampone molecolare, quello S. Si tratta però di una buona notizia: anche senza il sequenziamento è possibile capire se un paziente è affetto da questo virus mutato. Tuttavia anche la variante Alfa ha questa caratteristica.

Covid, i vaccini sono efficaci contro la variante Omicron?

La variante Omicron presenta oltre 30 mutazioni solo nella regione della proteina Spike, che permette al coronavirus di entrare nelle cellule umane per potersi riprodurre. Alcune erano già state rilevate nella variante Alfa, l’ex variante inglese, e nella variante Delta, ora diventata predominante in tutto il mondo.

Sono associate a una maggiore trasmissibilità ed evasione immunitaria. In altre parole la variante Omicron potrebbe essere più contagiosa delle altre e avere una capacità di eludere la protezione data dai vaccini e dalle precedenti infezioni.

Non si hanno ancora dati certi sull’efficacia del vaccino anti Covid contro questa variante. Se il farmaco non dovesse fornire un’adeguata protezione dalla malattia grave, le case farmaceutiche Pfizer e Moderna aggiorneranno la formula, in modo da dare immunità specifica ai pazienti vaccinati.

Covid, quali sono i sintomi della nuova variante Omicron

Altre mutazioni identificate non sono invece mai state rilevate nei ceppi attualmente in circolazione, e per questo sono in corso le analisi per capire se possano aumentare altre caratteristiche del virus, ad esempio la capacità di causare forme più o meno gravi di Covid.

I sintomi della variante Omicron sarebbero gli stessi della variante Delta. Anche in questo caso, ci troviamo davanti a una sindrome parainfluenzale caratterizzata da febbre, stanchezza, mal di testa, mal di gola e tosse, naso tappato e starnuti, perdita totale o parziale del gusto e dell’olfatto. Qui tutti i sintomi Covid da monitorare.

Covid, perché la variante Omicron si chiama così e quali sono le altre

Un’ultima cosa da sapere sulla variante Omicron è il motivo del suo nome. L’Oms ha deciso lo scorso giugno di rivoluzionare la nomenclatura per le varianti, prima associate al luogo in cui venivano rilevate per la prima volta.

Questo meccanismo dava però il falso senso di sicurezza di non poter venire a contatto con quei determinati ceppi se non viaggiando o addirittura a episodi di razzismo verso determinate popolazioni. Con il “nuovo virus dalla Cina”, d’altronde, abbiamo assistito a veri casi di sinofobia, e non è andata meglio con la “variante indiana”.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità, dopo aver valutato alcune opzioni, ha così stabilito di usare l’alfabeto greco. Attualmente sono state identificate e categorizzate le seguenti varianti.

  • Alfa (ex variante inglese).
  • Beta (ex variante sudafricana).
  • Gamma (ex variante brasiliana).
  • Delta (ex variante indiana).
  • Lambda.
  • Epsilon.
  • Mu.

Le successive lettere sarebbero dovute essere la Nu e la Xi. Tuttavia la prima avrebbe creato confusione nel mondo anglofono a casa dell’assonanza con la parola “new” (nuovo). Chiamare una variante Xi, invece, avrebbe potuto causare incidenti diplomatici.

Le linee guida dell’Oms prevedono infatti di evitare di dare nomi riconducibili a persone esistenti, etnie, gruppi religiosi a patogeni e malattie. Xi è uno dei cognomi più diffusi al mondo, in particolare in Cina. E Xi è anche il nome del capo di Stato cinese, Xi Jinping.

Per questo si è optato alla fine per la lettera dopo. La variante Omicron è in Italia, come anticipato qui. Potremmo presto assistere a un’ulteriore aumento di casi nel nostro Paese. Una notizia che potrebbe avere ripercussioni anche sull’economia e le famiglie. Se i contagi aumentano, salgono i prezzi, come spiegato qui.

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