Ecco come saranno le prossime pandemie: AstraZeneca lancia l’allarme

Dai creatori di AstraZeneca, il vaccino dell'Università di Oxford che è stato di fatto sospeso in Italia, arriva un previsione tutt'altro che ottimista

La variante Omicron, presente anche in Italia con alcuni casi, potrebbe prestissimo rimpiazzare la variante Delta e diventare dominante. Quando? Già entro un paio di settimane, dicono gli esperti: a Natale, quindi, ci potremmo ritrovare in un’Italia diversa dal punto di vista dell’emergenza pandemica. E questa potrebbe essere una buona notizia (qui la mappa aggiornata in Italia dove maggiore è la diffusione della variante Omicron).

I primi dati che arrivano dal Sudafrica, infatti, dove Omicron è stata individuata per la prima vola, mostrano che sì questa mutazione è molto più contagiosa, ma presenta per lo più sintomi lievi: al crescere del numero dei positivi, infatti, non si è registrato un aumento dei ricoveri. Segno che, evidenziano gli scienziati, potremmo prestare intravedere la fine della pandemia. Il merito? Senza ombra alcuna dei vaccini, che riducono la potenza del virus fino a renderlo quasi innocuo.

La previsione di Sarah Gilbert (AstraZeneca) sul futuro delle pandemie

Intanto dai creatori di AstraZeneca, il vaccino dell’Università di Oxford che è stato di fatto sospeso in Italia, arriva un previsione tutt’altro che ottimista: le prossime pandemie, ha spiegato Sarah Gilbert, potrebbero essere più letali dell’attuale Covid.

“Questa non sarà l’ultima volta che un virus minaccia le nostre vite e i nostri mezzi di sussistenza. La verità è che la prossima potrebbe essere peggiore. Potrebbe essere più contagiosa, o più letale, o entrambe le cose”.

I vaccini ci proteggeranno?

Gilbert ha anche avvertito che i vaccini attualmente in uso contro il Covid potrebbero essere meno efficaci contro la variante Omicron. Tutto da verificare, naturalmente, nei prossimi mesi, anche perché al momento i dati arrivati da Pfizer sono ancora vaghi: secondo diversi esperti con tre dosi di vaccino a mRna si bloccherebbe addirittura la trasmissione del virus.

Lei stessa ha ammesso che “ci sono ulteriori cambiamenti” che potrebbero significare che gli anticorpi indotti dai vaccini, o dall’infezione con altre varianti, potrebbero essere meno efficaci nel prevenire l’infezione da Omicron. Ma “fino a quando non ne sapremo di più, dovremmo essere cauti e prendere provvedimenti per rallentare la diffusione di questa nuova variante”.

Attenzione però: l’inventrice di AstraZeneca ha anche affermato che una protezione ridotta contro le infezioni e le malattie lievi non significherebbe necessariamente una protezione ridotta contro le malattie gravi e la morte. E qui sta il punto nodale quando si parla di vaccini: i vaccini devono proteggerci dai rischi collegati alla malattia da Covid, a questo servono, se poi il virus circola ma depotenziato ancora per qualche anno ci convivremo.

“Servono più finanziamenti”

Gilbert ha puntato poi sull’aspetto economico della pandemia, dicendo che sono necessari più finanziamenti per la preparazione alla pandemia per evitare che i progressi fatti vadano perduti.

“Non possiamo permettere una situazione in cui abbiamo passato tutto quello che abbiamo passato e poi scoprire che le enormi perdite economiche che abbiamo subito significano che non ci sono ancora fondi per la preparazione alla pandemia”.