Quanto ci costa la chiusura di Pasqua

Numeri disastrosi e perdite senza precedenti, la stretta di Pasqua costerà cara anche in termini di posti di lavoro

La stretta di Pasqua e Pasquetta si tradurrà in ingenti perdite per le imprese italiane: con gli spostamenti limitati e le attività chiuse, le città non potranno più contare sull’entrate derivanti dal flusso turistico.

I ristori promessi dal Governo Draghi, e in arrivo con il decreto Sostegni, potrebbero non essere sufficienti in alcuni casi, questo perché le nuove chiusure stanno mettendo molti imprenditori nella posizione di dover scegliere se riaprire fronteggiando uscite maggiori delle entrate o chiudere, definitivamente, per impossibilità a far fronte ai costi.

Quanto ci costa la chiusura di Pasqua: le stime di Federturismo

Secondo le ultime stime di Federturismo, l’Italia con le chiusure di Pasqua va incontro a un crack di 5 miliardi di euro. Le perdite derivanti dal blocco delle attività e dagli spostamenti limitati, conseguenti alle nuove restrizioni anti Covid, metteranno a dura prova soprattutto il settore turismo, che inevitabilmente si trascinerà tutta la catena di produzione ad asso legata.

Basta pensare, che in termini di lavoro e impiego, a causa dello stop dal 4 al 6 aprile (quando saranno vietati viaggi e persino le brevi uscite fuori porta se non in caso di necessità) i posti di lavoro a rischio sono circa 5 milioni.

I settori più colpiti secondo Confesercenti

All’appello di Federturismo, che ha chiesto di aiutare concretamente le imprese più colpite dall’emergenza Covid in Italia (con interventi che stimolino la produzione), si è unita anche Confesercenti.

Secondo le indagini svolte dall’associazione di categoria che rappresenta le imprese italiane del commercio, del turismo e dei servizi, i settori più a rischio fallimento e che risentiranno maggiormente della stretta di Pasqua sono quelli dell’accoglienza e del terziario.

Alberghi, ristoranti e attività di ristoro in generale, con le nuove regole saranno costretti a rimanere chiusi al pubblico, limitando gli accessi in pochi casi specifici. Il che vuol dire non poter contare sulle entrate garantite dalla circolazione libera di persone e turisti, con conseguente taglio degli incassi a fronte di – come già accennato sopra – costi fissi e uscite che in qualche modo devono essere fronteggiati.

Intanto, il Governo Draghi, attraverso lo scostamento di bilancio, ha promesso aiuti mirati a questi imprenditori, cui modalità di riconoscimento, importi e requisiti saranno meglio chiariti con l’approvazione del decreto Sostegni.

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Quanto ci costa la chiusura di Pasqua