Causa AstraZeneca-Ue: chi ha ragione secondo i giudici

Il pronunciamento dei giudici di Bruxelles prevede anche una penale

Naturalmente il vaccino AstraZeneca si è rivelato fondamentale per portare i numeri della campagna vaccinale a quelli attuali, non soltanto in Italia ma in tutta Europa e nel Regno Unito specialmente. Cifre che si sono tradotte in una diminuzione dei contagi, dei morti e quindi in un susseguirsi di riaperture progressive che, si spera, rappresenteranno l’occasione, per un’Italia in ginocchio, anche dal punto di vista economico, di risollevarsi in piedi.

Il rapporto tra l’Unione Europea e la casa farmaceutica inglese e svedese, che ha sviluppato il prezioso brevetto, non è tuttavia stato idilliaco. A causa dei ritardi accumulati nelle consegne del vaccino poi rinominato Vaxzevria, l’Ue non solo ha deciso di non usufruire dell’opzione di rinnovo presente nel contratto stipulato con la compagnia produttrice, ma i 27 stati hanno portato in tribunale la società, responsabile, secondo gli Stati, di non aver rispettato i tempi stabiliti in sede di accordo.

Chi ha ragione tra AstraZeneca e Ue: cosa ha deciso il tribunale di Bruxelles

Per Ursula von der Leyen “questa decisione conferma la posizione della Commissione: AstraZeneca non ha mantenuto gli impegni assunti nel contratto”. La “decisione” alla quale fa riferimento la presidente della Commissione Europea arriva dal tribunale di primo grado di Bruxelles. I giudici hanno disposto che vengano consegnate 80,2 milioni dosi del vaccino di Oxford: 15 milioni di dosi entro il 26 luglio 2021; 20 milioni di dosi entro il 23 agosto 2021; 15 milioni di dosi al 27 settembre 2021. È questo un programma vincolante, che prevede una penale di 10 euro per ogni dose non consegnata.

Cosa pensa AstraZeneca della decisione dei giudici

La casa farmaceutica si dice però soddisfatta. Infatti i magistrati del Belgio non hanno accolto in toto le richieste dell’Unione. Che chiedeva, ad AstraZeneca, la consegna di 120 milioni di dosi entro l’estate 2021, 300 milioni di dosi entro l’autunno 2021 e penalità più severe. “Tutte le altre richieste della Commissione europea sono state respinte. In particolare, la Corte ha rilevato che la Commissione europea non ha esclusività o diritto di priorità su tutti gli altri contraenti”. Questo quanto si legge in una nota diffusa da AstraZeneca all’indomani della decisione.

Il vicepresidente esecutivo di AstraZeneca, Jeffrey Pott, ha invece messo in chiaro che la compagnia si ritiene soddisfatta della decisione della Corte. Per il manager, AstraZeneca ha infatti pienamente rispettato il suo accordo con la Commissione Ue. “Continueremo a concentrarci sull’urgente compito di fornire un vaccino efficace, senza scopo di lucro, per aiutare a proteggere le persone in Europa e nel mondo”, ha concluso.

Le ultime notizie su AstraZeneca riguardano una class action (qui) e il parere del CTS sulla somministrazione solo agli over 60 (qui).

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