Aumento di casi in Italia: quali regioni rischiano la zona gialla

Cosa dicono i numeri del contagio alla luce dei nuovi parametri per l'ingresso nella zona di rischio dopo la bianca

In Italia tornano a crescere i contagi e lo spettro della zona gialla si affaccia nuovamente sulle regioni. Nonostante l’aumento dei casi, è bene sottolineare fin da subito che il ritorno a un regime di restrizioni più pressante sarebbe da escludere nel breve termine. Per la prossima settimana, si prevede un’Italia tutta in bianco. Ma sono due le regioni nel mirino che, dalla settimana successiva potrebbero rientrare, sulla base dei numeri, nella zona gialla.

Di quali regioni stiamo parlando?

Quali sono i parametri per l’ingresso di una regione in zona gialla

Innanzitutto è bene ricordare come i parametri di tutte le zone di allerta, dalla gialla alla rossa, siano stati riformulati. È una conseguenza della campagna vaccinale. Chi ha ricevuto il vaccino è meno suscettibile di infezione – si può davvero parlare di pandemia dei non vaccinati, ecco cosa significa – ma esistono ancora meno possibilità che finisca in ospedale, in terapia intensiva o tra i decessi.

Alla luce di questo aspetto, i parametri della zona gialla risentono oggi maggiormente del peso dell’occupazione degli ospedali e delle terapie intensive.

Se la media nazionale dei casi è di 53 positivi ogni 100mila abitanti, superiore alla soglia, valida per la zona gialla, di 50 positivi ogni 100mila abitanti, non risultano ancora avverate, in tutte le regioni d’Italia, le altre due condizioni del passaggio alla zona gialla. Si tratta del tasso di occupazione dei posti letto in area medica, che deve essere superiore al 15%, e di quello relativo alle terapie intensive, oltre il 10%, ecco le soglie per l’abbandono della zona bianca.

Grazie ai vaccini, le regioni italiane sono, per la maggior parte, lontane da questi valori.

La situazione in Italia oggi, chi rischia la zona gialla

Quali territori rischiano la zona gialla? Si tratta della provincia autonoma di Bolzano. Qui le terapie intensive sono al 3%, ma il tasso dei ricoveri è pericolosamente vicino alla soglia di allerta, essendo in effetti al 12%.

In Friuli Venezia Giulia invece, le terapie intensive sono al 9%, mentre i posti complessivi occupati in area medica sono pari all’8% del totale. Non c’è dubbio che la regione sconti gli assembramenti, presumibilmente formati da una stragrande maggioranza di non vaccinati, delle proteste triestine degli scorsi giorni contro l’obbligo di Green Pass sul lavoro.

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