Cashback, potrebbero ritornare i rimborsi: il nuovo sistema

Il Movimento 5 Stelle pronto a reintrodurre il sistema di Cashback nel 2022, ma con nuove modalità di riconoscimento dei rimborsi

Nuovo anno, nuovo Cashback di Stato. Il Movimento 5 Stelle sembrerebbe deciso a reintrodurre nel 2022 i rimborsi dei pagamenti digitali e tracciabili, anche se con nuove modalità di riconoscimento e diversi tempi di erogazione per gli utenti. Lo ha annunciato Emiliano Fenu, capogruppo M5s in Commissione finanze del Senato, presentando il nuovo piano presso la Commissione di vigilanza sull’anagrafe.

Cashback, chi potrà ottenere i rimborsi nel 2022

Di fatto, il ritorno al Cashback nel 2022 – così come voluto dai Cinquestelle – non si discosterebbe tanto dal precedente sistema (qui una panoramica sui requisiti principali). I rimborsi del 10%, infatti, continuerebbero ad essere riconosciuti per gli acquisti effettuati con carte di credito, carte di debito e prepagate, bancomat e app di pagamento in negozi, bar e ristoranti, supermercati e grande distribuzione o per artigiani e professionisti.

Allo stesso modo, non saranno ancora validi per:

  • gli acquisti effettuati online;
  • gli acquisti effettuati nell’ambito di qualsiasi attività d’impresa, professionale o artigianale;
  • gli acquisti effettuati fuori dal territorio nazionale, ivi inclusi quelli effettuati nella Repubblica di San Marino e nello Stato della Città del Vaticano;
  • gli acquisti presso gli esercenti che dispongono di un dispositivo di accettazione di carte e app non ancora convenzionato (consulta l’elenco degli Acquirer convenzionati);
  • le operazioni eseguite presso gli sportelli ATM (es. prelievi, ricariche telefoniche);
  • i pagamenti con bonifico;
  • le operazioni relative a pagamenti ricorrenti, con addebito su carta o su conto corrente.

Cashback, come cambierebbero i rimborsi nel 2022

Cosa cambierebbe allora nel 2022, qualora la proposta di Fenu venisse accettata? Di fatto, potrebbero continuare a chiedere i rimborsi i soggetti maggiorenni e residenti in Italia, cumulabili all’interno dello stesso nucleo familiare. Le modalità di riconoscimento però sarebbero diverse. Nello specifico, agli utenti verrebbe riconosciuta la possibilità di richiedere l’accredito immediato dei rimborsi spettanti sul conto corrente.

Un sistema questo che, come ha dichiarato Fenu, ha ricevuto l’ok da parte dei vertici della società pubblica PagoPa, che “hanno confermato la fattibilità di questa proposta di Cashback fiscale e hanno rammentato l’enorme successo del Cahsback introdotto dal Conte II, usato da 9 milioni di cittadini e rivelatosi un’incredibile spinta nei confronti della diffusione dell’identità  digitale, ovvero il sistema Spid, e dell’App IO”.

(Non avete ancora lo Spid? Qui vi spieghiamo come ottenerlo).

Cashback in manovra, le proposte di emendamento

La proposta di Emiliano Fenu, seppur appoggiata dagli altri membri del Movimento, non figura ancora tra gli interventi in manovra. Nella bozza della legge di Bilancio, infatti, non c’è alcuna traccia dei rimborsi (qui le principali misure).

In Commissione finanze del Senato, tuttavia, il capogruppo M5s ha presentato il piano per il nuovo Cashback insieme ad una serie di emendamenti, con l’obiettivo di riavviare la macchina dei bonus per gli acquisti già a partire dal prossimo anno.

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Cashback, potrebbero ritornare i rimborsi: il nuovo sistema