Caos multe: cosa cambia con la riforma degli autovelox

Il prossimo anno arriva un atteso decreto che disciplina diversamente le modalità con cui le amministrazioni locali potranno installare gli autovelox

In Italia c’è una “vera e propria giungla” che riguarda le multe stradali. Che si è sviluppata anche a causa della poca trasparenza degli enti locali. Lo ha sottolineato Simone Baldelli, parlamentare di Forza Italia e presidente della Commissione di inchiesta sulla tutela dei consumatori e degli utenti.

Il deputato da tempo denuncia le falle del sistema, per cui si perderebbero milioni di euro di multe, senza capire dove vengano effettivamente investiti questi soldi.

Caos multe: quanti soldi mancano dalle casse pubbliche

Anzitutto, ha spiegato Simone Baldelli all’Ansa, non esistono dati ufficiali aggregati e analitici sui proventi incassati dagli enti locali dalle multe stradali. Questo nonostante le amministrazioni siano tenute a inviare al Governo entro il 31 maggio una relazione telematica specifica.

Dei 7.900 comuni italiani, più di un terzo non ha fornito i dati della rendicontazione del 2020, che da luglio 2022 saranno resi pubblici e consultabili dai cittadini.

Le sanzioni, in base alle stime su questi dati parziali, potrebbero arrivare a 3 miliardi di euro all’anno in tutta Italia. Ma le amministrazioni locali ne intascherebbero solo il 56%, cioè 1,7 miliardi di euro.

Caos multe: perché serve una riforma degli autovelox

Ben 2,5 milioni delle contravvenzioni riguardano l’eccesso di velocità. L’Italia vanta infatti il primato in Europa per il numero di autovelox installati sulle strade nazionali, oltre 8 mila. Nel Regno Unito sono la metà, in Germania 3.800 e in Francia 2.400.

I sistemi di rilevazione a distanza della velocità, che spesso sono installati proprio con lo scopo di rimpinguare le casse comunali, non sempre sono affidabili. Basta pensare ai recenti casi di multe salate per velocità fisicamente improbabili.

Come quella ricevuta da un Fiat Fiorino che, secondo l’autovelox, sfrecciava per le strade di Este, in provincia di Padova, a 983 km/h. O dell’automobilista che, nella stessa zona, ha preso 4 multe in 4 minuti da altrettanti dispositivi.

Caos multe: cosa prevede il decreto sugli autovelox

Per fermare l’uso indiscriminato degli autovelox e la loro fallacia, nei primi mesi del 2022 dovrebbe arrivare un nuovo decreto che disciplina proprio questi dispositivi. E che è atteso da quasi 12 anni, dal 2010.

Lo ha annunciato il viceministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili Alessandro Morelli, rispondendo a un’interrogazione presentata da Simone Baldelli.

Si tratterà di una “dettagliata disciplina” che dovrà garantire il rispetto delle norme stradali ma anche la “propedeutica verifica”, da parte degli enti gestori stradali, dell’adeguatezza dei limiti di velocità imposti come requisito per poter installare gli autovelox.

A proposito di autovelox, qui vi spieghiamo quando la multa è legittima. E in questo articolo cosa cambia con il nuovo Codice della Strada, che sarà più facile da studiare per le nuove generazioni, considerando il nuovo test per la patente semplificato, di cui vi abbiamo parlato qua.

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