Caos aeroporti, voli cancellati e passeggeri bloccati: i diritti dei viaggiatori dopo il Coronavirus

Coronavirus, quali i diritti dei viaggiatori: tra assicurazioni e rimborsi

Voli cancellati e passeggeri bloccati dopo l’epidemia Coronavirus. L’emergenza sanitaria, è ormai assodato, si è stata ben oltre la Cina e sta interessando i paesi di tutto il mondo (generando anche non pochi disagi da un punto di vista economico). Giovedì 30 gennaio  il Premier Giuseppe Conte ha annunciato lo stop a tutti i collegamenti con l’Italia da e verso la Cina, e nelle ultime settimane diverse sono state le compagnie aeree che hanno sospeso i voli da e verso il suolo cinese. Ma come si deve comportare in questi casi un viaggiatore? Quali sono i suoi diritti?

Voli cancellati dopo il Coronavirus, possibile ottenere il rimborso

Alitalia non ha voli diretti verso il Vecchio Continente, mentre tra le compagnie aeree che effettuano voli da e per la Cina figurano British Airways e Lufthansa. La prima ha sospeto i collegamenti fino al 29 febbraio, ka seconda invece non effettuerà i voli settimanali (54 in tutto) fino alla fine di febbraio. Entrambe, come hanno fatto sapere sui loro canali ufficiali, hanno garantito il rimborso dei biglietti ai passeggeri interessati a questo blocco, senza però fare riferimento ad alcun risarcimento.

Fare questa distinzione tra vettori europei e non è importante per capire come, per i viaggiatori italiani (in quanto cittadini Ue), funziona il rimborso del biglietto quando un volo viene cancellato. Le regole europee a tal proposito sono chiare, e stabiliscono che in caso di volo cancellato i passeggeri europei hanno diritto ad un rimborso pari al prezzo del biglietto o, in alternativa, alla prenotazione di un altro volo senza costi aggiuntivi.

Tutti quelli che hanno visto cancellare il proprio volo in queste settimana a causa dell’allerta Coronavirus, dunque, si vedranno rimborsare per intero l’importo del biglietto, oppure avranno la possibilità di riprenotare il viaggio alle stesse condizioni, proprio come hanno garantito British Airways e Lufthansa.

Attenzione però che il rimborso è riconosciuto solo se è la compagnia aerea a cancellare il volo. Nel caso in cui il passeggero, per timore, decida di non partire, la sua decisione rimanere una decisione volontaria e – pertanto – non darà diritto alla restituzione dei soldi (o alla prenotazione di un nuovo volo) se l’aereo che doveva prendere è comunque partito.

Voli da e per la Cina annullati, perché il risarcimento non è possibile

Quando si parla di rimborsi, in generale ma soprattutto in questi casi, è bene capire che gli stessi vanno distinti dai risarcimenti. Un rimborso, infatti, equivale al riottenimento dei soldi spesi. Un risarcimento, invece, sarà pari ad un indennizzo monetario che cerca di riparare al danno subito (solitamente calcolato cercando di dare un valore al danno stesso).

La legge europea, in merito ai risarcimenti, stabilisce che possono essere riconosciuti a seguito di una cancellazione del volo, ma solo se questa non è avvenuta per motivi che hanno a che fare con:

  • condizioni meteorologiche avverse;
  • decisioni relative alla gestione del traffico aereo;
  • instabilità politica del Paese;
  • rischi per la sicurezza.

E un’emergenza sanitaria come quella del Coronavirus, di fatto, rientra a pieno titolo in quest’ultima categoria. Il rimborso, quindi, rimane un diritto del passeggero, mentre è veramente molto difficile che un indennizzo in questi casi venga riconosciuto.

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