Ecco i cani “anti-Covid”: come fiutano il virus prima del tampone

E se i cani riuscissero a fiutare il virus? I primi segugi "anti-Covid" arrivano all'aeroporto di Cuneo

I primi segugi “anti-Covid” arrivano all’aeroporto di Cuneo: i cani in grado di fiutare il Coronavirus hanno già iniziato il loro addestramento e, a partire da febbraio, verranno impiegati allo scalo piemontese Levaldigi. Sono capaci di individuare un possibile contagio anche cinque giorni prima della comparsa dei sintomi.

Perché i cani anti-Covid potrebbero essere un vero e punto di svolta per il tracciamento del virus

Dopo l’esperimento riuscito all’aeroporto di Helsinki, i cani anti-Covid arrivano anche in Italia, in Piemonte, all’aeroporto di Cuneo, grazie all’iniziativa di I-Sec Italia srl, società di servizi di sicurezza aeroportuale, in collaborazione con la società finlandese Nose Academy Oy, start-up di ricerca scientifica specializzata nell’addestramento di cani in grado di rilevare malattie negli esseri umani attraverso l’olfatto.

Sulla base dei test preliminari, sembra che i cani siano in grado di apprendere ed elaborare velocemente e persino ottenere risultati migliori rispetto agli attuali test Covid in commercio che si basano su tecniche molecolari.

L’efficacia della loro azione, di fatto, rappresenta un vero e proprio punto di svolta per il settore viaggi: il loro impiego negli aeroporti, infatti, oltre a rendere più sicuri gli spostamenti (permettendo quindi l’allentamento delle restrizioni), eviterebbe quarantene non necessarie a chi vola, diffondendo così un maggiore senso di fiducia.

Dopo l’utilizzo negli aeroporti, inoltre, in futuro i cani anti-Covid potrebbero essere utilizzati in molte altre strutture particolarmente esposte al virus, ad esempio per identificare gli infetti nelle case di cura o di riposo, oppure per velocizzare lo screening dei positivi nel settore dell’assistenza medica.

Cani anti-Covid, come fiutano il virus prima del tampone

Il senso olfattivo estremamente sensibile dei cani potrebbe rivelarsi un nuovo strumento rivoluzionario nella lotta contro il Coronavirus. Come già accennato, i test preliminari, infatti, hanno dimostrato che i cani addestrati al rilevamento dei profumi sono più veloci e potrebbero anche essere più sensibili dei test Covid nella rivelazione del virus nelle persone.

Questi cani addestrati al rilevamento di profumi medici sono stati precedentemente utilizzati per l’identificazione di diversi tipi di cancro. I ricercatori delle facoltà di veterinaria e medicina umana dell’Università di Helsinki, che hanno lavorato insieme alla start up all’addestramento dei cd. “cani Corona“, seguendo lo stesso metodo sono riusciti così ad addestrare i primi cani in grado di distinguere i campioni di urina dei pazienti Covid da campioni di urina di individui sani.

Non è una novità, quindi, l’utilizzo di segugi nell’individuazione delle malattie tramite l’olfatto e i ricercatori stanno ora avviando un’ampia raccolta di campioni di pazienti risultati positivi al Covid per addestrare più cani possibili.

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