Campania in zona rossa, cosa cambia e da quando: tutte le regole

Peggiora sensibilmente la situazione Covid in Campania, tanto che la Regione torna ancora in zona rossa. Il cambio di colore dovrebbe durare circa due settimane

Campania zona rossa, di nuovo. Dopo che ha chiuso la giornata con 2.842 nuovi contagi, di cui 2.286 asintomatici, e 13 morti, e un boom del tasso di positività balzato all’11,22%, la Regione guidata da Vincenzo De Luca torna in lockdown secondo le regole previste dal nuovo Dpcm Draghi del 2 marzo.

Perché la Campania è finita in zona rossa

Il totale dei positivi da inizio pandemia sale a 279.818, su un totale di 3.041.179 tamponi. Totale dei deceduti 4.427, quello dei guariti 190.181. I posti letto in terapia intensiva disponibili restano 656 (140 quelli occupati), i posti letto di degenza ancora liberi (Covid e offerta privata) invece sono 3.160, quelli occupati 1.358.

“Com’era ampiamente prevedibile ormai siamo in zona rossa perché questo livello di contagio non si può più reggere, perché la ricaduta sulla rete ospedaliera diventa grande e alla lunga insostenibile”, ha commentato il governatore De Luca. “Abbiamo già oggi un appesantimento della situazione negli ospedali, in particolare al Cardarelli. È evidente che bisogna prendere misure eccezionali”.

La Campania passa quindi in zona rossa da lunedì 8 marzo 2021. Il cambio di colore dovrebbe durare circa due settimane. Qui tutte le regole su cosa si può fare e cosa no.

Il Covid in Italia

Intanto il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Silvio Brusaferro si dice preoccupato per l’impatto delle varianti Covid (la cosiddetta variante inglese è ormai largamente dominante nello scenario italiano, però preoccupano anche la brasiliana, la sudafricana e altre) e parla di “misure necessarie” per riportare l’Rt sotto l’1. Rt che infatti questa settimana si attesta a 1.06, mentre settimana scorsa era 0,99. Mentre le varianti Covid si diffondono e spaventano, arrivano nuove misure e restrizioni dopo i dati del nuovo monitoraggio Iss.

L’incidenza Covid sta aumentando a livello nazionale e anche i dati proiettati a livello di questa settimana mostrano un’ulteriore crescita. “Andiamo oltre i 200 casi per 100mila abitanti, siamo quindi vicini a quella che viene identificata come la soglia d’allarme. Il dato di oggi non è una buona notizia” ha detto Brusaferro. “È un segnale importantissimo, che indica la necessità di adottare al più presto misure di mitigazione sul livello nazionale e regionale”.

Mentre continua in maniera significativa la decrescita dei focolai nelle strutture assistenziali e nelle Rsa, che sono state “uno dei primi obiettivi nel piano di vaccinazione” in Italia, vengono però segnalati alcuni focolai presso gli ospedali, fenomeno che può essere dovuto anche all’incidenza delle nuove varianti”.

Nella fascia d’età tra 0-19 anni anche c’è una ricrescita dei casi di Covid-19 “che va confermata, ma comunque c’è una ricrescita dei casi in tutte le fasce d’età. Le previsioni per le prossime settimane sono tutt’altro che rosee.

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