Cambio di residenza nel modello 730: come fare per il 2022

Sarà possibile comunicare i cambiamenti relativi alla propria abitazione tramite il cassetto fiscale dell’Agenzia delle Entrate, ma occhio alle scadenze

Da diversi anni l’Agenzia delle Entrate rende disponibile ai contribuenti il modello 730 già precompilato all’interno del proprio cassetto fiscale. Da quando tale servizio viene messo a disposizione dei cittadini risulta quindi possibile presentare la dichiarazione utilizzando il modello 730 così come viene fornito dall’amministrazione finanziaria, inserendo solamente i dati personali nelle voci corrispondenti.

Il cassetto fiscale permette di usufruire anche di altre comodità per il contribuente. Infatti ad oggi è possibile comunicare tempestivamente alla pubblica amministrazione le modifiche intervenute sulla propria dichiarazione dopo la compilazione, in modo da mantenere aggiornato il tutto. Inoltre è possibile presentare la dichiarazione mediante un intermediario abilitato, semplificando le procedure tramite il coinvolgimento di enti vicini alla cittadinanza.

Ma cosa succede per i cambiamenti che interessano la residenza e la sua possibile variazione?

Tutti i dati da comunicare anche quando il Comune rimane lo stesso

Le istruzioni ministeriali prevedono la compilazione del campo “residenza anagrafica” solo se il contribuente ha spostato la propria residenza nel periodo compreso tra il giorno 1 gennaio 2021 e la data in cui viene consegnata la dichiarazione (qui il quadro completo sui controlli di fine anno).

La residenza si considera cambiata anche in caso di variazione dell’indirizzo nell’ambito dello stesso Comune. In questo sarà indispensabile riportare una serie di dati quali il Comune e la sigla della provincia di competenza, il codice di avviamento postale (CAP), l’indirizzo per esteso con specificata la tipologia di ubicazione (via, viale, piazza, strada, largo ecc…) e infine il giorno, il mese e l’anno in cui è avvenuto il cambio.

Solitamente il domicilio fiscale coincide con la residenza anagrafica, ma non sempre l’analogia risulta automatica: è quindi importante indicarlo correttamente in quanto consente di individuare la regione e il comune per le rispettive addizionali (regionale e municipale).

Il contribuente dovrà quindi compilare anche i dati relativi al domicilio fiscale, che andranno sempre inseriti nell’apposito rigo “Domicilio fiscale al 01/01/2021”. Se la residenza è cambiata, gli effetti di tale cambiamento decorrono dal sessantesimo giorno successivo a quello in cui essa si è verificata.

La deadline del 3 novembre e le info per il 2022

C’è però un distinguo che l’Agenzia delle Entrate ha tenuto a comunicare nella sezione FAQ del proprio sito (quella in cui cerca di rispondere alle domande più frequenti poste dai visitatori online): Il cittadino che ha cambiato la residenza a partire dal 03/11/2020 dovrà indicare il precedente domicilio, mentre dovrà indicare quello nuovo se la modificazione è avvenuta entro il 02/11/2020.

Le cose stanno così anche per la voce “Domicilio fiscale al 01/01/2022”, quello relativo al prossimo anno: la sua compilazione sarà necessaria solo se il comune risulta diverso da quello vigente dodici mesi prima, in data 01/01/2021.

Anche in questo caso (come per il 2020), la deadline da considerare è quella del 3 novembre: si dovrà pertanto inserire il precedente domicilio se si è cambiato residenza a partire dal 03/11/2021, mentre si indicherà quello nuovo se il cambio è stato effettuato precedentemente a quella data (compreso il giorno 02/11/2021).

Da ricordare infine che – in ogni caso – una modifica nell’utilizzo dei propri immobili va sempre segnalata all’Agenzia delle Entrate, compilando (sempre all’interno del modulo 730) l’apposito quadro B (dal nome “Redditi dei fabbricati ed altri dati”) per ogni bene posseduto (qui le info per conoscere tutte le eccezioni, dalle spese sanitarie ai pagamenti in contanti).

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