Lombardia, la proposta di Bertolaso: vaccinare prima i lavoratori, poi gli over 65

Guido Bertolaso, attuale consulente per il piano vaccinale della Lombardia, ha proposto di rinviare le vaccinazioni agli over 65, dando precedenza ai lavoratori

Guido Bertolaso, ex capo della Protezione civile e attuale consulente per il piano vaccinale della Lombardia, teme che la situazione possa aggravarsi a causa delle varianti. In una lunga intervista concessa all’Eco di Bergamo ha spiegato per esempio che la distanza di sicurezza da tenere per evitare il contagio aumenta rispetto alla variante comune del coronavirus.

Lombardia, la proposta di Bertolaso: vaccinare prima i lavoratori, poi gli over 65

Vista la ritrovata velocità di contagio del coronavirus grazie alle varianti, soprattutto quella inglese, Guido Bertolaso ha spiegato che andrebbe rivisto il piano vaccinale, cambiando l’ordine prioritario delle categorie a cui somministrare le dosi del vaccino anti-Covid.

L’ex capo della Protezione civile non ha messo in discussione la necessità di proteggere in primis gli operatori sanitari e gli over 80, ma per evitare nuove chiusure legate al mondo del lavoro la sua idea è quella di procrastinare il via alle vaccinazioni agli over 65, facendoli slittare.

Al loro posto, infatti, l’attuale consulente della Regione Lombardia ha proposto di immunizzare tutte le persone che lavorano. Questo perché “il Paese deve ripartire. Quindi sotto con chi lavora, chi sta in fabbrica, chi si muove, chi non ha potuto lavorare in questi mesi come bar e ristoranti“.

Bertolaso e il suo piano per somministrare le dosi

Secondo Guido Bertolaso l’altro tema riguarda la somministrazione materiale delle dosi. Facendo l’esempio di ciò che sta accadendo nella provincia di Brescia, l’ex capo della Protezione civile ha sottolineato come l’attuale livello di incidenza sia lo stesso di quello rilevato a novembre 2020, in occasione della seconda ondata.

Per questo motivo, a suo dire, bisognerebbe evitare di mettere da parte la seconda dose dei vaccini: l’idea, che sembra essere condivisa anche dal governo, è di somministrare a più persone possibili la prima dose. Questo perché, come dimostrato dai dati di altri Paesi come Israele, “con la prima dose c’è copertura immunitaria”. L’obiettivo di questa strategia è quello, dunque, di ridurre l’ospedalizzazione.

L’ex numero uno della Protezione civile ha aggiunto che, con la prima dose, si arriva nelle prime settimane anche al 70-80% di copertura: “Poi si scende, ma ora come ora dobbiamo fermare l’incidenza”.

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