Aviaria, paura per il contagio: dura stretta per gli allevatori di uccelli in Gb

Polli e tacchini, ma anche pappagalli e altre specie di uccelli, non potranno più stare all'aperto: la decisione della Gran Bretagna

Il Governo e l’autorità veterinaria del Regno Unito hanno deciso di implementare nuove misure di contenimento dell’influenza aviaria in seguito a nuovi casi di contagio tra animali selvatici e in cattività, in almeno 7 distretti della Gran Bretagna, che hanno portato all’abbattimento di numerosi esemplari. Tutti gli uccelli, sia domestici che destinati all’allevamento, dovranno essere tenuti all’interno degli edifici dai loro proprietari per evitare ulteriori infezioni e soprattutto il temuto passaggio del virus all’uomo.

Il rischio del salto di specie è basso, e contrarre l’aviaria attraverso il cibo appare uno scenario piuttosto remoto. Tuttavia, vista l’emergenza dovuta alla pandemia di Covid, le autorità inglesi hanno stabilito la stretta, che sarà effettiva a partire dal 14 dicembre, con 11 giorni di preavviso per permettere agli allevatori di disporre nuove dimore per gli uccelli.

Torna l’influenza aviaria: il comunicato dei veterinari inglesi

L’Autorità veterinaria dell’Inghilterra, quella del Galles e quella della Scozia hanno fatto sapere, in un comunicato congiunto, di aver “agito con rapidità per limitare la diffusione della malattia. Abbiamo pianificato di introdurre dei requisiti legali per tutti i possessori di pollame e uccelli in cattività, che dovranno tenere gli animali in casa o comunque separati dagli uccelli selvatici”.

“Se si è in possesso di alcuni uccelli o migliaia, dal 14 dicembre in poi sarà comunque necessario a norma di legge tenerli al chiuso, o intervenire per separarli dalla fauna selvatica. Non abbiamo preso questa decisione alla leggera, ma è la strada migliore per proteggere gli uccelli da questa patologia particolarmente contagiosa“.

Aviaria: le regole da seguire per gli allevatori di uccelli nel Regno Unito

È richiesto ai possessori di uccelli in cattività e pollame di prestare attenzione ai segni del morbo tanto nei propri animali quanto in quelli selvatici, consultando il proprio veterinario di fiducia in caso di dubbio. Dovranno inoltre mantenere livelli di sicurezza e igiene alti, seguendo alcuni passi indicati dal Governo.

  • Tutti gli uccelli dovranno stare al chiuso o adeguatamente recintati.
  • Abiti, scarpe, attrezzi e veicoli devono essere adeguatamente puliti e sanificati dopo essere entrati in contatto con pollame e uccelli in cattività. Dove possibile è consigliato utilizzare vestiti protettivi usa e getta.
  • Gli spostamenti delle persone, dei veicoli e delle attrezzature da e verso le aree dove sono tenuti gli animali devono essere ridotti all’essenziale, per minimizzare il rischio di contaminazione da guano e parassiti.
  • Gli ambienti dove sono stati tenuti gli uccelli devono essere sanificati e igienizzati alla fine di ogni ciclo produttivo.
  • All’interno di fattorie, depositi e ambienti dove si trovano gli animali, è necessario avere sempre a portata di mano un’adeguata dose di disinfettante.
  • Il contatto tra pollame e uccelli in cattività e uccelli allo stato selvatico, sia diretto che indiretto, deve essere evitato. In particolare, è raccomandato di non rendere accessibili becchime e acqua agli animali liberi in natura.

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