Autocertificazione spostamenti Pasqua, cosa rischia chi dichiara il falso

Stretta sugli spostamenti in vista di Pasqua, salvo alcune eccezioni: ma cosa rischia chi dichiara il falso?

È ufficiale, il Paese va verso un nuovo lockdown in vista del week end di Pasqua: dal 4 al 6 aprile tutta Italia sarà dichiarata zona rossa, con una limitazione degli spostamenti e una conseguente restrizione dei casi – da indicare in apposita autocertificazione – in cui sarà previsto invece lasciare la propria abitazione. Ma cosa rischia chi dichiara il falso?

Gli spostamenti consentiti a Pasqua

Durante il week end di Pasqua e fino al lunedì di Pasquetta varranno le regole in vigore per la zona rossa. Proprio come successo a Natale, però, sarà possibile andare a fare visita ai propri paranti o amici, ma una sola volta al giorno e nei limiti di due persone per volta oltre quelle già presenti in casa (salvo figli minori di 14 anni e conviventi).

A questa fascia di rischio, inoltre, corrispondono – come accennato sopra – specifiche limitazioni per gli spostamenti. Durante quei giorni, infatti, salvo i casi previsti sopra, le persone potranno lasciare la propria abitazione solo per necessità e urgenze, rispettando gli orari del coprifuoco. Gli spostamenti consentiti dovranno essere accompagnati da apposita autocertificazione che, ovviamente, sarà oggetto di verifica. Ma cosa succede se nella stessa vengono riportate informazioni non veritiere?

Spostamenti Pasqua, serve l’autocertificazione: cosa rischia chi dichiara il falso

Ricapitolando, gli spostamenti in zona rossa (e nel week end di Pasqua e Pasquetta) saranno concessi solo per:

  • motivi di lavoro;
  • motivi di salute;
  • necessità e urgenze.

Nei limiti di una visita al giorno, inoltre, si potrà andare a trovare parenti e amici, ma sempre nel rispetto delle norme di sicurezza (ovvero indossando la mascherina e mantenendo le distanze). Tutti i casi esclusi da quelli appena elencati, espongono i cittadini ai conseguenti provvedimenti.

Conseguenze negative, inoltre, ci saranno anche per chi dichiara il falso in autocertificazione. Mettiamo il caso che una persona esca di casa per motivi non legate a bisogni specifici e che, magari fermata a un posto di blocco, autodichiari di starsi recando in farmacia (ma poi va a trovare un amico), a cosa va incontro?

In questi casi siamo in presenza di un reato, che si configura penalmente come “reato di falsa attestazione a un pubblico ufficiale”. La pena va da uno a sei anni di reclusione ed è previsto l’arresto facoltativo in flagranza.

Chi dichiara il falso inoltre rischia sanzione amministrativa per violazione delle misure anti-Covid (con multa da 400 a 1000 euro).

Tale reato, per di più, riconosce la procedibilità è d’ufficio, il che vuol dire che chiunque ha la facoltà di denunciare il reato, mentre i pubblici ufficiali (polizia, carabinieri, vigili urbani e forze dell’ordine in generale), se vengono a conoscenza del fatto, hanno l’obbligo di denunciare, avviando automaticamente il procedimento penale. Se non lo fanno rischiano l’imputazione per il reato di omessa denuncia, punito dall’articolo 361 del Codice penale.

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Autocertificazione spostamenti Pasqua, cosa rischia chi dichiara il fa...