Attacco hacker a Mediaworld, chiesto maxi riscatto

L'azienda Mediaworld è stata colpita da un attacco hacker: chi c'è dietro e quanti soldi ha chiesto come riscatto

Proseguono gli attacchi alle aziende, sanitarie e non. L’ultima dell’elenco è Mediaworld, che ha confermato di aver subìto un attacco hacker ransomware sulla propria piattaforma. L’azienda, al momento, non ha specificato la natura dell’attacco, né se è stato chiesto un riscatto. Secondo la piattaforma RTL Nieuws, però, un conto – salato – sarebbe invece stato presentato.

Attacco hacker a Mediaworld, chiesto maxi riscatto

Mediaworld ha riferito che i sistemi informatici di MediaMarktSaturn Retail Group e le sue organizzazioni locali, tra cui appunto Mediaworld in Italia, sono stati oggetto di un’azione mirata. L’azienda ha immediatamente informato le autorità competenti e sta lavorando incessantemente per identificare i sistemi coinvolti.

Secondo quanto riferito da RTL Nieuws, l’attacco informatico sarebbe partito tra il 7 e l’8 novembre. Risultato: pc bloccati. La richiesta del riscatto è stata confermata dai siti ‘Hacker journal e ‘Sicurezza.net‘: la cifra consisterebbe in 50 milioni di dollari da pagare in criptovaluta.

Ma chi c’è dietro questo attacco informatico? Secondo quanto riassunto dal Corriere della Sera sarebbero stati colpiti oltre 3 mila server in tutto il mondo: a dirigere il tutto il gruppo Hive, banda di cyber-criminali famosa per infettare (anche) i sistemi di backup (rendendo assai difficile recuperare i dati) e chiedere riscatti nell’ordine di milioni di euro. Non si guarda in faccia nessuno: lo scorso agosto Hive aveva colpito tre ospedali americani, facendo così rinviare interventi chirurgici o esami radiologici.

Attacco hacker a Mediaworld, forti disagi a Milano

Il Corriere della Sera ha raccontato di disagi vissuti dai clienti (Il green pass è obbligatorio nei negozi?) in un punto vendita di Milano, in viale Troya. Il direttore (Il green pass è obbligatorio per chi lavora nei negozi? Tutte le nuove regole) è stato costretto a spiegare che i terminali “sono fuori uso da quattro giorni”.

Si tratta appunto di un virus ‘ransomware‘ che prevede un riscatto (‘ransom‘) per riavere indietro dei file sottratti. Poco tempo fa è successo, in Italia, alla San Carlo. Ma a essere coinvolte sono state anche aziende sanitarie o enti del calibro di Regione Lombardia. Adesso è toccato a Mediaworld, e in un momento delicato: venerdì 26 novembre è il Black Friday.

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Attacco hacker a Mediaworld, chiesto maxi riscatto