Con AstraZeneca cambia il piano vaccini Covid: a chi tocca prima nella Fase 2

Dopo aver subito modifiche e riduzioni delle quantità di vaccini disponibili nella prima fase della campagna vaccinale, ora il piano di approvvigionamento, con l'arrivo di AstraZeneca, cambia ancora

“Accelerare la campagna di vaccinazioni”. Mario Draghi ha perfettamente chiaro in testa che questo deve essere un obiettivo prioritario del nuovo Governo. Dopo le categorie più esposte rientranti nella Fase 1 che va esaurendosi, si apre dunque la cosiddetta Fase 2 del piano nazionale vaccini immaginato da Arcuri.

Ad oggi come sappiamo sono tre i vaccini che hanno ricevuto l’autorizzazione all’immissione in commercio. In particolare l’Unione europea, a seguito di raccomandazione da parte dell’European Medicines Agency (EMA), ha autorizzato i vaccini Pfizer/BioNTech il 21 dicembre 2020, Moderna il 6 gennaio 2021 e AstraZeneca il 29 gennaio 2021.

L’Agenzia Italiana del Farmaco ha approvato tutti e tre i vaccini e ha suggerito, sulla base delle evidenze di efficacia, un utilizzo preferenziale dei vaccini a RNA messaggero (mRNA) nei soggetti anziani o a più alto rischio di sviluppare una malattia grave, mentre l’indicazione per il vaccino AstraZeneca resta preferenziale per la popolazione tra i 18 e 55 anni di età e senza patologie gravi, per la quale sono disponibili dati più solidi;

L’aggiornamento del piano nazionale vaccini

Dopo aver subito modifiche e riduzioni delle quantità di vaccini disponibili nella prima fase della campagna vaccinale, ora il piano di approvvigionamento, con l’arrivo di AstraZeneca, cambia ancora, e con esso le priorità del piano vaccinale nazionale così come pensato dal “super” commissario all’emergenza Covid Domenico Arcuri.

Il ministero della Salute in collaborazione con la struttura del Commissario Straordinario per l’emergenza Covid, e con AIFA, ISS e AGENAS, ha elaborato ora un documento dal titolo “Raccomandazioni ad interim sui gruppi target della vaccinazione anti-SARS-CoV-2/Covid-19” che aggiorna le categorie a cui offrire la vaccinazione e l’ordine di priorità per l’attuazione della Fase 2 del Piano strategico dell’Italia per la vaccinazione anti-Covid, adottato con il decreto del 2 gennaio 2021, in base all’evoluzione delle conoscenze e alle informazioni sui vaccini disponibili in quel momento.

Il documento ha ricevuto parere positivo da parte del Consiglio Superiore di Sanità ed è stato oggetto di un confronto con il Presidente e alcuni componenti del Comitato Nazionale di Bioetica.

La filosofia di fondo adottata è che i vaccini considerati più efficaci – quelli che impiegano la tipologia dell’RNA messaggero e cioè Pfizer e Moderna – vengano riservati alle categorie di soggetti connotate da maggior rischio di letalità correlata al Covid. AstraZeneca invece viene somministrato preferenzialmente a soggetti di età compresa tra i 18 e i 55 anni per i quali sono disponibili maggiori evidenze scientifiche riguardo alla sua efficacia, leggermente inferiore agli altri due ma comunque alta.

6 categorie e vaccini somministrati

Sulla base dei criteri adottati, è stato questo ordine di priorità per la vaccinazione:

categoria 1Pfizer o Moderna: persone estremamente vulnerabili, intese come affette da condizioni che per danno d’organo pre-esistente, o che in ragione di una compromissione della risposta immunitaria a SARS-CoV-2, hanno un rischio particolarmente elevate di sviluppare forme gravi o letali di Covid-19, a partire dai 16 anni di età (per i soggetti di 16 e 17 anni di età l’unico vaccino attualmente indicato è Comirnaty, cioè il vaccino di Pfizer/BioNTech). Stima di 2.083.609 persone;

categoria 2Pfizer o Moderna: persone di età compresa tra 75 e 79 anni. Stima di 2.644.013 persone;

categoria 3Pfizer o Moderna: persone di età compresa tra i 70 e i 74 anni. Stima di 3.324.360 persone;

categoria 4Pfizer o Moderna: persone con aumentato rischio clinico se infettate da SARS-CoV-2 a partire dai 16 anni di età fino ai 69 anni di età. Le tipologie di patologie prese in considerazione sono le stesse assunte per la categoria 1 (le persone estremamente vulnerabili), ma il livello di gravità considerato è inferiore, oltre ad essere associato ad una età anagrafica inferiore ai 70 anni (gli over 70 saranno, a questo punto, già stati vaccinati). Pertanto, il rischio di letalità conseguente all’esposizione al Covid-19 risulta essere inferiore. Stima di 5.845.447 persone;

categoria 5Pfizer o Moderna: persone di età compresa tra i 55 e i 69 anni senza condizioni che aumentano il rischio clinico. Nella fascia di età compresa fra 60 e 69 anni il tasso di letalità di coloro che vengono infettati risulta pari al 3%. Nella fascia di età compresa fra i 56 e 60 anni il tasso di letalità da settembre 2020 di coloro che sono stati infettati risulta pari a circa il 0.5%. Stima di 11.901.855 persone;

categoria 6AstraZeneca: persone di età compresa tra i 18 e 54 anni senza condizioni che aumentano il rischio clinico. Stima di 29.051.793 persone. Rientrano, in ordine:

  • Personale scolastico ed universitario docente e non docente
  • Forze Armate e di Polizia (Forze Armate, Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Capitaneria di Porto, Vigili del Fuoco, Polizia Municipale, etc.)
  • Penitenziari (Polizia penitenziaria, personale carcerario, detenuti)
  • Luoghi di comunità (civili, religiosi, etc.)
  • Altri servizi essenziali.

Quali sono le malattie che rendono prioritario il vaccino

Nella categoria 1 rientrano:

  • Malattie Respiratorie: Fibrosi polmonare idiopatica; altre patologie che necessitino di ossigenoterapia
  • Malattie cardiocircolatorie: Scompenso cardiaco in classe avanzata (IV NYHA); pazienti post shock cardiogeno.
  • Condizioni neurologiche e disabilità (fisica, sensoriale, intellettiva, psichica): Sclerosi laterale amiotrofica; sclerosi multipla; paralisi cerebrali infantili; pazienti in trattamento con farmaci biologici o terapie immunodepressive e conviventi; miastenia gravis; patologie neurologiche disimmuni.
  • Diabete/altre endocrinopatie severe (quali morbo di Addison): Soggetti over 18 con diabete giovanile, diabete di tipo 2 e necessitano di almeno 2 farmaci ipoglicemizzanti orali o che hanno sviluppato una vasculopatia periferica con indice di Fontaine maggiore o uguale a 3
  • Fibrosi cistica: Pazienti da considerare per definizione ad alta fragilità per le implicazioni respiratorie tipiche della patologia di base.
  • Insufficienza renale/patologia renale: Pazienti sottoposti a dialisi.
  • Malattie autoimmuni-immunodeficienze primitive: Grave compromissione polmonare o marcata immunodeficienza e conviventi; immunodepressione secondaria a trattamento terapeutico e conviventi.
  • Malattia epatica: Pazienti con diagnosi di cirrosi epatica.
  • Malattie cerebrovascolari: Evento ischemico-emorragico cerebrale che abbia compromesso l’autonomia neurologica e cognitiva del paziente affetto. Persone che hanno subito uno “stroke” nel 2020 e per gi anni precedenti con rankin maggiore o uguale a 3.
  • Patologia oncologica e emoglobinopatie: Pazienti onco-ematologici in trattamento con farmaci immunosoppressivi, mielosoppressivi o a meno di 6 mesi dalla sospensione delle cure e conviventi. Genitori di pazienti sotto i 16 anni di età. Pazienti affetti da talassemia.
  • Sindrome di Down: Tutti i pazienti con sindrome di Down in ragione della loro parziale competenza immunologica e della assai frequente presenza di cardiopatie congenite sono da ritenersi fragili.
  • Trapianto di organo solido: in lista di attesa e sottoposti a trapianto emopoietico dopo 3 mesi dal trapianto ed entro 1 anno dalla procedura. Trapianto di organo solido o emopoietico al di fuori delle tempistiche specificate, che abbiano sviluppato una malattia del trapianto contro l’ospite cronica in terapia immunosoppressiva e conviventi.
  • Grave obesità: Pazienti con BMI maggiore di 35.

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