AstraZeneca, l’Ue non rinnova il contratto: cosa succederà

Nessun rinnovo del contratto tra l'Ue e AstraZeneca: lo ha riferito il commissario al Commercio europeo, Thierry Breton

L’Unione europea ha deciso di non rinnovare il contratto con AstraZeneca, la cui scadenza è prevista a giugno. Lo ha riferito il commissario al Commercio interno europeo, Thierry Breton. La domanda che si pongono i cittadini dell’Unione europea è: quali conseguenze avrà questa scelta? E per quale motivo si è deciso di non rinnovare l’impegno?

AstraZeneca, l’Ue non rinnova il contratto: il motivo

Thierry Breton non ha pubblicamente criticato AstraZeneca, anzi, ha definito il suo vaccino “molto interessante e molto buono”, soprattutto per le condizioni logistiche e le temperature a cui può essere conservato. Quindi perché cambiare? La Commissione europea contesta ad AstraZeneca di non aver rispettato gli impegni in materia di forniture dei vaccini.

L’azienda avrebbe dovuto consegnare 120 milioni di dosi nel primo trimestre del 2021, ma non è riuscita ad andare oltre i 30 milioni. Inoltre, AstraZeneca ha rivisto al ribasso le consegne relative al secondo trimestre, con 70 milioni di dosi consegnate contro i 180 milioni previsti dal contratto di fornitura. L’Italia, dall’inizio dell’emergenza, ha ricevuto 6,5 milioni di dosi contro i 18 milioni di Pfizer.

Per quel che riguarda l’Italia, le dosi di AstraZeneca rimaste superano il milione e mezzo. Si trovano soprattutto in Sicilia (52%), Trento (56%) e Basilicata (57%). A livello nazionale, l’uso del vaccino anglo-svedese è al 76% delle dosi consegnate, poco più di 6,5 milioni.

AstraZeneca, l’Ue non rinnova il contratto: cosa succederà

Se l’Unione europea non potrà contare sulle dosi di AstraZeneca, cosa succederà dopo giugno? Breton ha spiegato l’Unione europea ha sostanzialmente deciso di puntare sul vaccino a mRna sviluppato da Pfizer. Sabato 8 maggio, tra l’altro, la Commissione europea ha annunciato di aver chiuso l’accordo con l’azienda per l’acquisto di altre 900 milioni di dosi di vaccino più un’opzione su ulteriori 900 milioni di fiale entro il 2023.

Il rapporto tra AstraZeneca e l’Unione europea sembra quindi ormai compromesso. Già il mese scorso, infatti, la Commissione europea aveva lanciato un’azione legale contro l’azienda per il mancato rispetto dei contratti sulle forniture dei vaccini e per non avere avuto un piano “affidabile” a riguardo. AstraZeneca si è difesa replicando di aver rispettato tutti gli impegni presi con l’Unione europea e di essere pertanto pronta a difendersi in tutte le sedi.

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AstraZeneca, l’Ue non rinnova il contratto: cosa succederà