Arrivi in Italia: dal tampone alla quarantena, le nuove regole fino al 30 luglio

Cambiano le regole per chi torna o entra in Italia dai Paesi Ue e da altri Paesi specifici. Le nuove regole fino al 30 luglio

Come preannunciato nei giorni scorsi, cambiano le regole per chi torna o entra in Italia dai Paesi Ue e da altri Paesi specifici.

Voli Covid tested

Non solo. Il ministro della Salute Roberto Speranza ha esteso la sperimentazione dei voli Covid tested, già in funzione negli aeroporti di Roma e Milano, anche agli scali di Venezia e di Napoli (qui tutte le regole sui voli Covid tested).

Nei voli Covid tested i passeggeri sono sottoposti a un test molecolare o antigenico prima della partenza e all’arrivo a destinazione e, se l’esito è negativo, sono autorizzati all’ingresso e al transito nel territorio nazionale senza necessità di rispettare gli obblighi di sorveglianza sanitaria e di isolamento fiduciario.

Finora i voli Covid tested coprivano solo la tratta fra gli Stati Uniti e l’Italia, ma ora sono stati aggiunti come Paesi di provenienza anche altri tre Paesi:

  • Canada
  • Giappone
  • Emirati Arabi.

Le regole sugli ingressi in Italia: gli elenchi con misure diverse

La normativa italiana ad oggi individua 5 elenchi di Paesi a cui si applicano misure differenti, più alcuni Paesi sottoposti a misure speciali:

  • elenco A: San Marino, Città del Vaticano
  • elenco B: Stati e territori a basso rischio epidemiologico, che verranno individuati con apposita ordinanza, tra quelli di cui all’elenco C. Al momento, nessuno Stato è in questo elenco
  • elenco C: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca (incluse isole Faer Oer e Groenlandia), Estonia, Finlandia, Francia (inclusi Guadalupa, Martinica, Guyana, Riunione, Mayotte ed esclusi altri territori situati al di fuori del continente europeo), Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi (esclusi territori situati al di fuori del continente europeo), Polonia, Portogallo (incluse Azzorre e Madeira), Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna (inclusi territori nel continente africano), Svezia, Ungheria, Islanda, Norvegia, Liechtenstein, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord (compresi Gibilterra, Isola di Man, Isole del Canale e basi britanniche sull’isola di Cipro), Svizzera, Andorra, Principato di Monaco, Israele
  • elenco D: Australia, Canada, Giappone, Nuova Zelanda, Repubblica di Corea, Ruanda, Singapore, Stati Uniti, Tailandia.
  • elenco E: Resto del mondo: tutti gli Stati e territori non espressamente indicati in altro elenco.

Il 6 gennaio la Federazione degli Stati di Micronesia ha dichiarato lo stato di emergenza sull’intero territorio nazionale. E’ stato inoltre disposto il divieto di ingresso sia per via aerea che mare nel Paese fino al 31 maggio 2021, salvo proroghe.

Fino al 30 luglio 2021 dunque gli spostamenti da e per l’estero sono disciplinati da:

  • Dpcm 2 marzo 2021
  • ordinanza 29 aprile 2021, in vigore fino al 30 maggio 2021
  • ordinanza 14 maggio 2021, in vigore fino al 30 luglio 2021.

Le nuove regole per chi arriva da Paesi Ue, Gran Bretagna e Israele

Con la nuova ordinanza 14 maggio del ministro della Salute Roberto Speranza si prevede l’ingresso dai Paesi dell’Unione Europea e dell’area Schengen, e da Gran Bretagna e Israele, con tampone negativo ma senza obbligo di quarantena. Un allentamento importante per i viaggi, dunque, in vigore dal 16 maggio fino al 30 luglio.

Resta dunque l’obbligo di esibire all’arrivo un tampone molecolare o antigenico con esito negativo, effettuato nelle 48 ore che precedono l’ingresso in Italia, ma, proprio grazie al test Covid negativo, non è più necessario il periodo di isolamento domiciliare di 5 giorni come invece accadeva prima, per chi arriva da:

  • Paesi Ue e Schengen
  • Gran Bretagna
  • Israele.

Cosa deve fare chi arriva da un Paese dell’elenco D o E

La nuova ordinanza del 14 maggio prevede in particolare che chiunque faccia ingresso per una qualsiasi durata in Italia da Stati o territori appartenenti agli elenchi D ed E dell’allegato 20 del Dpcm 2 marzo 2021 ha l’obbligo di presentazione, alla compagnia aerea all’imbarco, della certificazione di essersi sottoposto nelle 72 ore antecedenti all’ingresso nel territorio nazionale ad un test molecolare o antigenico.

Cosa deve fare chi arriva da un Paese dell’elenco C

Chiunque faccia ingresso invece per una qualsiasi durata nel territorio nazionale da Stati o territori di cui all’elenco C dell’allegato 20 del Dpcm ha l’obbligo di presentazione della certificazione verde Covid-19 da cui risulti di essersi sottoposto nelle 48 ore antecedenti all’ingresso in Italia ad un test molecolare o antigenico.

Rientrano appunto in queste regole gli arrivi da Israele, Regno Unito e Irlanda del nord (compresi Gibilterra, Isola di Man, Isole del Canale e basi britanniche nell’isola di Cipro).

In caso di mancata presentazione del green pass scattano alcuni obblighi precisi:

  • obbligo di sottoporsi alla sorveglianza sanitaria e a un periodo di 10 giorni di isolamento fiduciario presso l’abitazione o la dimora previa comunicazione del proprio ingresso nel territorio nazionale al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente per territorio
  • effettuare un ulteriore test molecolare o antigenico al termine dei 10 giorni di isolamento fiduciario.

Cosa deve fare chi arriva da un Paese dell’elenco B, C, D e E

Chiunque faccia ingresso per una qualsiasi durata in Italia da Stati o territori appartenenti agli elenchi B, C, D ed E prima del proprio ingresso nel territorio nazionale è tenuto a compilare uno specifico modulo di localizzazione in formato digitale e a darne prova al vettore o a chiunque sia deputato ad effettuare controlli.

Agli spostamenti dal Canada, Giappone e Stati Uniti si applica la disciplina prevista per gli Stati e i territori dell’elenco D.

Divieto di ingresso per chi arriva dal Brasile, ma con eccezioni

Restano vietati infine l’ingresso e il transito in Italia alle persone che nei 14 giorni antecedenti hanno soggiornato o transitato in Brasile.

L’ingresso e il traffico aereo dal Brasile sono consentiti solo a condizione che i soggetti non manifestino sintomi Covid e che si trovino in una delle seguenti situazioni:

  • abbiano la residenza anagrafica in Italia da data anteriore al 13 febbraio 2021;
  • intendano raggiungere il domicilio, l’abitazione o la residenza dei figli minori, del coniuge o della parte di unione di civile;
  • siano autorizzati dal Ministero della Salute, per inderogabili motivi di necessità, all’ingresso in Italia.

Queste persone hanno però alcuni obblighi:

  • presentazione al vettore all’atto dell’imbarco della certificazione di essersi sottoposti, nelle 72 ore antecedenti all’ingresso nel territorio nazionale, ad un test molecolare o antigenico, effettuato per mezzo di tampone e risultato negativo
  • di sottoporsi ad un test molecolare o antigenico al momento dell’arrivo in aeroporto, porto o luogo di confine entro 48 ore dall’ingresso. In caso di ingresso mediante volo proveniente dal Brasile, il tampone viene effettuato al momento dell’arrivo in aeroporto
  • di sottoporsi, a prescindere dall’esito del tampone, alla sorveglianza sanitaria e all’isolamento fiduciario per un periodo di 10 giorni presso l’abitazione indicata
  • di effettuare un ulteriore test molecolare o antigenico al termine dei 10 giorni di isolamento fiduciario.

Per tutte le informazioni in aggiornamento potete consultare sempre il sito Viaggiare Sicuri del Ministero degli Esteri.

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