Anticorpi anti-Covid, la scoperta: durano troppo poco tempo per un vaccino

Un nuovo studio ha rivelato che gli anticorpi anti-Covid svaniscono dopo solo un mese, il che potrebbe essere un duro colpo per la ricerca sul vaccino

Secondo un nuovo studio cinese la risposta anticorpale nei pazienti che si sono ripresi dal Coronavirus non è molto forte e la presenza di anticorpi del virus all’interno del loro organismo diminuisce drasticamente dopo solo un mese dalle dimissioni dall’ospedale. Una scoperta questa che, ad oggi, potrebbe far segnare una forte battuta d’arresto alla corsa mondiale al vaccino poiché, come hanno spiegato gli esperti, solo una migliore risposta anticorporale è in grado di fornire informazioni fondamentali per lo sviluppo di trattamenti efficaci contro il Covid.

Gli anticorpi anti-Covid spariscono dopo un mese: il nuovo studio cinese

Lo studio sugli anticorpi anti-Covid è stato portato avanti dai ricercatori della Nanjing University Medical School in Cina che, durante la sperimentazione, hanno monitorato le risposte anticorporali specifiche del Sars-CoV-2 in 26 pazienti che hanno contratto il Covid (19 in condizioni non gravi e 7 in condizioni gravi).

L’osservazione è durata per sette settimane da quando è stato diagnosticato loro il Coronavirus ed ha portato ad una scoperta interessante, seppur sconfortante, ovvero: la maggior parte dei malati generava risposte anticorpali contro Sars-CoV-2 ma solo una piccola parte di essi ha registrato un potente livello di attività di neutralizzazione. Inoltre, tre o quattro settimane dopo la dimissione dall’ospedale, l’attività neutralizzante degli anticorpi dei pazienti guariti diminuiva in modo significativo.

Gli anticorpi anti-Covid durano troppo poco tempo per un vaccino

Il significativo calo degli anticorpi evidenzia l’importanza di selezionare attentamente i campioni di sangue dei pazienti guariti e, allo stesso tempo, preoccupa perché suggerisce che potremmo perdere la memoria immunologica del virus.

Questa rischia di essere una cattiva notizia prima di tutto perché lo sviluppo della risposta anticorpale al Sars-CoV-2, il virus che causa il Covid-19, fornisce informazioni fondamentali per lo sviluppo di un trattamento efficace e di un vaccino preventivo. Più bassa è la risposta, quindi, più diminuiscono le probabilità di avere dati precisi da poter utilizzare poi nella ricerca contro il Coronavirus.

Ciò che scoraggia ulteriormente, inoltre, è sapere che i pazienti che hanno preso parte allo studio cinese hanno sì sviluppato anticorpi, ma l’efficienza di neutralizzazione del virus di questi è diminuita significativamente dopo appena un mese. Tale informazione preoccupa perché, in concreto, si traduce in una situazione in cui i pazienti guariti alla fine potrebbero non sviluppare alcuna immunità, il che vuol dire che sarebbero esposti al Coronavirus (di nuovo), diventando un potenziale pericolo per se stessi e per gli altri.

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