Covid, Alto Adige dichiarato zona rossa: situazione preoccupante

La decisione del presidente della provincia autonoma arriva in seguito all'aumento di contagi degli ultimi giorni

Continua a cambiare forma e colore, la mappa delle zone a maggior rischio di trasmissione del virus SARS-CoV-2. Il presidente della Provincia autonoma di Bolzano Arno Kompatscher ha infatti dichiarato “zona rossa” l’intero Alto Adige, estendendo così a tutti i comuni della provincia le restrizioni che fino a oggi erano applicate a solo 11 città altoatesine.

Perché l’Alto Adige è diventata zona rossa

Alla base della decisione dell’esponente del Sudtiroler Volkspartei ci sono i dati dei contagi degli ultimi giorni, con curva epidemiologica netta crescita rispetto alla scorsa settimana. Secondo le informazioni diffuse dalla stessa amministrazione provinciale, nelle ultime 24 ore si sono registrati 781 nuovi casi su 2.998 tamponi, con 4 persone decedute. Il tasso di positività (ossia, il rapporto tra i tamponi effettuati e quelli risultati positivi) è così salito al 26%, circa 10 punti percentuali superiore a quello rilevato a livello nazionale.

“L’andamento epidemiologico – ha affermato Kompatscher – con i numeri in costante crescita e il sempre maggior numero di comuni dichiarati zona rossa lo impongono. È inutile ormai applicare due provvedimenti diversi“. Al momento, però, l’ordinanza del Presidente della Provincia autonoma non è ancora arrivata.

Un vero e proprio cambiamento di rotta rispetto alle settimane passate, quando l’Alto Adige aveva optato per un approccio più “dolce” rispetto alle azioni di contenimento della seconda ondata messe in atto dal Governo. In particolare, la provincia autonoma non aveva recepito a pieno il DPCM 24 ottobre, che imponeva la chiusura anticipata dei locali pubblici, lo stop ad alcune attività “non essenziali” e la didattica a distanza al 75% per gli studenti delle superiori.

Cosa succede ora che l’Alto Adige è diventato zona rossa

Il passaggio dalla “zona gialla” alla “zona rossa” imporrà diverse restrizioni e diversi divienti agli altoatesini, che ora dovranno ora fare i conti con le indicazioni e le sanzioni previste dal DPCM dello scorso 3 novembre. Come noto, nelle province e regioni dichiarate “zona rossa” si passa alla didattica a distanza per le scuole di ogni ordine e grado (anche infanzia, primaria e secondaria di primo grado, quindi); vige il divieto di uscire di casa e spostarsi, a meno che non sia per comprovati motivi di lavoro o salute; si dispone la chiusura di tutte le attività non essenziali e quelle che erogano servizi alla persona (come parrucchieri ed estetisti).

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