Massima allerta per la variante Omicron: quanto è davvero contagiosa e grave

Variante Covid Omicron è la fine della pandemia o dobbiamo preoccuparci? Cosa sappiamo su contagi, letalità, trasmissione e vaccini?

“Dobbiamo agire in fretta” sulla variante Omicron a causa del rischio di una crescita esponenziale dei contagi. Dalla Gran Bretagna arrivano parole di allarme dal ministro della Salute Sajid Javid. “Omicron – ha dichiarato, spiegando il rischio legato al nuovo ceppo, a fronte di forme finora lievi in chi ha sviluppato i sintomi – ha preso piede nel Regno Unito solo nelle ultime tre settimane. Sta già raddoppiando o triplicando ogni due o tre giorni. Di questo passo avremo 1 milione di infezioni entro fine mese”.

E precisa: “Con la variante Delta consideriamo che il 2% delle infezioni finisce con un ricovero in ospedale. Ammettiamo che Omicron sia meno grave del 50%. Se si tratta dell’1% di un numero molto più ampio, si finisce sempre con un gran numero di ricoveri“. Con 1 milione di ipotetiche infezioni da variante Omicron, se l’1% venisse ricoverato, ci sarebbero 10mila ingressi in ospedale.

Sintomi, trasmissione, cure e tamponi: tutto ciò che sappiamo sulla variante Omicron

Ma cosa sappiamo ad oggi sulla variante Omicron? Con quanta facilità si diffonde? La variante Omicron probabilmente si diffonderà più facilmente del virus SARS-CoV-2 originale e la facilità con cui si diffonde rispetto alla Delta rimane per ora sconosciuta. Secondo quanto spiegato dal CDC americano, è probabile che chi ha l’infezione da Omicron possa diffondere il virus ad altri, anche se sono vaccinati o non hanno sintomi.

La vera domanda, a questo punto, è se Omicron causerà malattie più gravi oppure no? Sono necessari più dati per sapere se le infezioni da Omicron, e in particolare le reinfezioni e le infezioni in persone che sono completamente vaccinate, causano malattie o decessi più gravi rispetto all’infezione con altre varianti. Ma al momento i sintomi sono più lievi.

Attenzione dunque: Omicron potrebbe rappresentare la fine di questo incubo. Potrebbe infatti essere l’inizio della fine della pandemia. Perché trasmissibilità molto alta e sintomatologia tutto sommato lieve possono voler dire che il virus si sta in qualche modo adattando al rapporto con l’essere umano.

Per quanto riguarda le cure, gli scienziati al momento stanno lavorando per determinare come funzionano i farmaci e i trattamenti esistenti per il Covid. Sulla base del mutato corredo genetico della variante Omicron, è probabile che alcuni trattamenti rimangano efficaci mentre altri potrebbero esserlo meno.

I vaccini proteggono contro la variante Omicron?

Riguardo ai vaccini, ci si aspetta che quelli attuali proteggano da malattie gravi, ricoveri e decessi dovuti all’infezione anche contro la variante Omicron. Tuttavia, è probabile che si verifichino infezioni nuove in persone completamente vaccinate. Con altre varianti, come la Delta, i vaccini sono rimasti efficaci nel prevenire malattie gravi, ricoveri e morte. Ciò che appare ancora una volta evidente è che questa nuova mutazione sottolinea ulteriormente l’importanza della vaccinazione e dei richiami.

I vaccini – chiarisce ancora una volta il CDC – rimangono la migliore misura di salute pubblica per proteggere le persone dal Covid e ridurre la probabilità che emergano nuove varianti. I vaccini Covid sono altamente efficaci nel prevenire malattie gravi, ricoveri e morte, e questo è il dato che davvero dobbiamo guardare. Visto che è molto più contagiosa e, come ovvio, colpirà di più laddove non c’è protezione da vaccino, gli esperti raccomandano anche di vaccinare tutti i bambini di età pari o superiore a 5 anni.

Per quanto riguarda i tamponi in circolazione, i test attualmente in uso sono in grado di scovare anche questa variante, e quindi indicare se si è positivi o meno al Covid.

Perché dobbiamo fare tutti la terza dose

Intanto dal fronte vaccini arriva da Pfizer e BioNTech l’annuncio dei risultati di uno studio di laboratorio iniziale che dimostra che gli anticorpi sierici indotti dal vaccino Pfizer-BioNTech neutralizzano la variante Omicron dopo 3 dosi. I sieri ottenuti dai vaccinati un mese dopo aver ricevuto la vaccinazione di richiamo hanno neutralizzato la variante Omicron a livelli paragonabili a quelli osservati per la proteina spike SARS-CoV-2 dopo 2 dosi (chi deve prenotare la terza dose in Italia e come fare in ogni Regione).

I vaccini di individui che hanno ricevuto 2 dosi dell’attuale vaccino Covid hanno mostrato, in media, una riduzione di oltre 25 volte la capacità di neutralizzazione contro la variante Omicron rispetto al ceppo originario, indicando che 2 dosi di vaccino dunque potrebbero non essere sufficienti per proteggere dall’infezione con Omicron.

Tuttavia, poiché la stragrande maggioranza degli epitopi (le porzioni proteiche della proteina spike) presi di mira dalle cellule T indotte dal vaccino non è interessata dalle mutazioni in Omicron, le aziende ritengono che gli individui vaccinati possano ancora essere protetti contro forme gravi della malattia e stanno monitorando da vicino l’efficacia nel mondo reale contro Omicron, globalmente.

Una protezione più robusta può essere ottenuta con una terza dose poiché i dati provenienti da ulteriori studi delle aziende indicano che un richiamo con l’attuale vaccino aumenta i livelli di anticorpi di 25 volte. Una terza dose aumenta notevolmente anche i livelli di cellule T CD8+ contro epitopi di proteine ​​multiple spike che si ritiene siano correlati alla protezione contro la malattia grave.

“Il nostro primo set di dati preliminare indica che una terza dose potrebbe ancora offrire un livello sufficiente di protezione dalle malattie di qualsiasi gravità causate dalla variante di Omicron”, ha affermato Ugur Sahin, M.D., CEO e co-fondatore di BioNTech. “Ampie campagne di vaccinazione e di richiamo in tutto il mondo potrebbero aiutarci a proteggere meglio le persone ovunque e a superare la stagione invernale”.

Da Pfizer e BioNTech un vaccino ad hoc per la variante Omicron

Sebbene questi risultati siano preliminari, le aziende continueranno a raccogliere più dati di laboratorio e valutare l’efficacia nel mondo reale per valutare e confermare la protezione contro Omicron e informare il percorso più efficace da seguire. Il 25 novembre, le aziende hanno iniziato a sviluppare un vaccino Covid specifico per Omicron.

Lo sviluppo continuerà come previsto nel caso in cui sia necessario un adattamento del vaccino per aumentare il livello e la durata della protezione contro Omicron. I primi lotti del vaccino a base di Omicron possono essere prodotti e si prevede che saranno pronti per la consegna entro 100 giorni, in attesa dell’approvazione normativa.

Pfizer e BioNTech hanno testato anche altri vaccini specifici per varianti, che hanno prodotto titoli di neutralizzazione molto forti e un profilo di sicurezza tollerabile. Sulla base di questa esperienza, le aziende hanno grande fiducia nel fatto che, se necessario, potranno consegnare un vaccino a base di Omicron nel marzo 2022.

Le aziende hanno anche precedentemente avviato studi clinici con vaccini specifici per varianti (Alpha, Beta, Delta e Alpha/Delta Mix) e i dati di questi studi saranno presentati alle agenzie di regolamentazione di tutto il mondo per aiutare ad accelerare il processo di adattamento del vaccino e ottenere l’autorizzazione normativa o l’approvazione di un vaccino specifico per Omicron, se necessario. Le aziende hanno precedentemente annunciato che prevedono di produrre quattro miliardi di dosi di BNT162b2 nel 2022 e questa capacità non dovrebbe cambiare se sarà necessario un vaccino adattato.

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