Alitalia all’asta: perché viene venduta l’ex compagnia di bandiera

Il vettore italiano sarà messo all'asta, ma non è ancora chiaro quali asset verranno compresi nel bando

Alitalia, il marchio della compagna aerea di bandiera, va all’asta. Il Commissario Giuseppe Leogrande metterà in vendita il brand storico del vettore italiano conosciuto in tutto il mondo, insieme agli slot degli aeroporti e al programma MilleMiglia.

Alitalia all’asta: i motivi della vendita dell’ex compagnia di bandiera

Il bando di gara dovrebbe arrivare la prossima settimana. Un’esigenza dettata sia dalle normative europee sia dalla necessità di fare cassa da parte della società in amministrazione straordinaria, per rimborsare almeno in parte i molti creditori di Alitalia, commissariata a maggio 2017.

Ancora da stabilire se saranno aperte procedure diverse per cedere gli asset dell’azienda o se verranno venduti in un’unica soluzione. Eventualità, quest’ultima, difficile da prevedere dato che tra le altre cose gli aerei dovranno gradualmente passare da Alitalia alla Newco Ita, la società pubblica guidata dall’amministratore delegato Fabio Lazzerini che da aprile dovrebbe cominciare a volare.

Ma non è solo la flotta ad avere un valore di mercato. Lo ha il brand Alitalia, in particolar modo per i risultati delle ultime classifiche sulla puntualità ottenuti dalla compagnia, che in questo modo è riuscita a recuperare un certo grado credibilità.

Alitalia all’asta: il valore degli asset

Nonostante diversi mesi di blocco dei viaggi a causa coronavirus, in un anno complicato come il 2020, il vettore italiano è infatti risultato il più puntuale in Europa e terzo al mondo tra le aerolinee full service (non low-cost). Come certificato da FlightStats di Cirium, società che ogni mese stila la classifica di tutte le principali compagnie del mondo, nel corso degli ultimi dodici mesi il 93,2% dei voli Alitalia è atterrato in orario.

Anche per merito di questo riconoscimento, in linea con gli ultimi due anni precedenti, secondo alcune stime, il marchio potrebbe fruttare tra i 50 e 70 milioni di euro. 

Suscitano un certo interesse anche i codici di volo, il programma MilleMiglia, con al suo interno un archivio di clienti molto appetibile, e lo slot del principale aeroporto di Londra, che insieme dovrebbero valere tra 130 e 150 milioni di euro.

Il piano industriale presentato dall’ad e dal presidente Francesco Caio è all’esame della commissaria alla Concorrenza Margrethe Vestager la quale per concedere il benestare di Bruxelles chiede una forte discontinuità con il passato.

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