Perché l’Aifa è stata indagata

A muoversi contro l'Agenzia Italiana del Farmaco è stata la Corte dei Conti con l'ipotesi di danno erariale

La Corte dei Conti – organo di rilievo costituzionale, con funzioni di controllo e giurisdizionali – ha aperto un fascicolo per capire se è vero che l’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) ha rifiutato di sperimentare, gratuitamente e in anticipo, la cura a base di anticorpi monoclonali contro il Covid. L’Aifa è l’agenzia pubblica responsabile dell’autorizzazione dei medicinali in Italia.

In cosa consiste la cura a base di farmaci monoclonali “Bamlamivimab”

Il pacchetto per la sperimentazione avrebbe contenuto 10mila dosi “Bamlamivimab” della multinazionale statunitense Eli Lilly, un farmaco che alcune ricerche considerano efficace dal 72% al 90% nella cura contro il Covid. Il farmaco viene prodotto anche in Italia, a Latina, per prendere dal Lazio la via della Germania o di Israele.

Il via libera all’utilizzo dei monoclonali fu il risultato del pressing del presidente dell’Aifa Giorgio Palù. Da marzo a oggi sarebbero state impiegate negli ospedali italiani 10mila dosi di farmaco monoclonale, esattamente lo stesso numero contenuto nel pacchetto offerto da Eli Lilly. L’ipotesi associata all’apertura del fascicolo da parte della Corte dei Conti è quindi di danno erariale.

Dal rifiuto all’impiego dei monoclonali: tutte le tappe della vicenda

Ecco le tappe di una vicenda lunga un anno e per la quale adesso l’Aifa è indagata dai giudici contabili:

  • 29 ottobre 2020 viene convocato un tavolo con le autorità sanitarie, seduta che tra l’altro non sarebbe stata successivamente verbalizzata. Si discute se accettare o no l’offerta della multinazionale americana per l’inizio, anche in Italia, di una fase di sperimentazione gratuita utile all’impiego su larga scala della cura a base di farmaci monoclonali.
  • successivamente, il direttore generale dell’Aifa sostiene che “senza l’ok dell’EMA non possiamo autorizzare” i monoclonali. Nei mesi seguenti, c’è però chi sostiene esattamente il contrario, tra l’altro sulla base di una legge già usata in altre occasioni e per altri farmaci non bollinati dall’agenzia europea.
  • 16 novembre 2020 è il giorno di una nuova riunione sui farmaci monoclonali, al termine della quale si decide di presentare una manifestazione di interesse all’acquisto delle medicine che erano state offerte gratis solo 30 giorni prima.
  • Nel frattempo, avendo la Food and Drug Administration (FDA) americana stabilito un prezzo al “Bamlamivimab”, ci si attende un’offerta economica da parte della casa farmaceutica Eli Lilly, offerta che però non arriverà più.

I monoclonali potrebbero davvero essere una preziosa arma per arginare la pandemia: qui le ultime novità sugli anticorpi Regeneron, qui tutto quanto riguarda il super anticorpo che blocca anche le varianti.

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