Abruzzo in zona rossa? Tre Comuni in lockdown: cosa prevede l’ordinanza Marsilio

In Abruzzo preoccupa la diffusione della variante inglese: tre Comuni sono finiti in zona rossa, ma la nuova ordinanza prevede più strette nonostante la Regione sia considerata "gialla"

La diffusione delle varianti del coronavirus in Italia preoccupa i vertici sanitari, allarmati soprattutto per l’evoluzione dell’epidemia in Abruzzo, dove sta trovando sempre più riscontro la presenza della variante inglese. Il governatore Marco Marsilio si è confronto con il Comitato tecnico scientifico e ha quindi firmato la terza ordinanza del 2021 per mettere in zona rossa non tutta la Regione, ma tre Comuni specifici, finiti pertanto in lockdown.

Abruzzo in zona gialla, ma tre Comuni in lockdown e due a rischio: quali sono

L’Abruzzo, grazie ai dati dell’ultimo monitoraggio dell’Istituto superiore di sanità, è in zona gialla. La diffusione delle varianti del coronavirus, però, preoccupa politica e sanità: il presidente della Regione, Marco Marsilio, ha quindi firmato un’ordinanza che da sabato 6 febbraio mette in lockdown (per via dell’Rt di contagio superiore alla media) i comuni di:

  • Atessa (provincia di Chieti): al momento 127 casi su 10.567 abitanti (Rt 1,20);
  • San Giovanni Teatino (provincia di Chieti): al momento 179 casi su 13.943 abitanti (Rt 1,28);
  • Tocco da Casauria (provincia di Pescara): al momento 64 casi su 2.483 abitanti (Rt 2,57).

Saranno monitorati altri comuni, ossia:

  • Chieti: al momento 305 casi su 50.287 abitanti (Rt 0,60);
  • Francavilla al Mare (provincia di Chieti): al momento 243 casi su 25.109 abitanti (Rt 0,97).

Abruzzo in zona rossa? Tre Comuni in lockdown: cosa prevede l’ordinanza Marsilio

Oltre ai tre Comuni in lockdown e ai due monitorati dalle autorità sanitarie territoriali, l’ordinanza impatta su altri aspetti della vita delle persone che vivono in Abruzzo, nonostante quasi tutta la regione sia in zona gialla. Marsilio, infatti, ha disposto su tutto il territorio:

  • la didattica a distanza (da lunedì 8 febbraio a sabato 20 febbraio) nelle scuole secondarie di secondo grado;
  • il divieto di aggregazione nelle piazze e nei centri storici da sabato 6 febbraio fino a nuovo provvedimento;
  • il rispetto delle distanze sia all’interno delle strutture pubbliche sia in quelle private, con implementazione delle attività di controllo correlate:
  • il contingentamento degli ingressi in tutti i locali commerciali.

La decisione di chiudere le scuole superiore è stata evidenziata nell’ordinanza dal Gruppo tecnico scientifico regionale (Gtsr), che ha sottolineato come l’aumento dei casi sia legato all’aumentata mobilità dovuta alla riapertura delle scuole e di comportamenti che non garantiscono il corretto distanziamento sociale.

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