Variante Delta, il green pass potrebbe essere rimodulato sulla seconda dose

Se confermato che la protezione dalla variante c'è dopo due dosi di vaccino, occorrerà rimodulare il Certificato verde.

Dopo una partenza a rilento, la macchina dell’immunizzazione nazionale contro il coronavirus sta funzionando a pieno regime. Nel futuro si potrebbe prospettare, da un lato, il colpo di coda del Covid attraverso la temutissima variante Delta, che ha già costretto diversi paesi a fare dietrofront sulle riaperture. D’altra parte, invece, e soprattutto dopo interi mesi passati in lockdown, gli abitanti del Belpaese desiderano andare in vacanza. Un sogno che, per avverarsi, ha bisogno del Green Pass, il lasciapassare europeo valido anche per spostarsi all’interno delle regioni arancioni e rosse italiane.

Ma con l’aumento di casi della variante Delta, la certezza della copertura si avrà probabilmente solo dopo la seconda dose. Il che apre nuovi scenari anche per il Certificato verde.

Rimodulazione?

E’ possibile che con la variante Delta del covid in Italia si debba “rimodulare il Green pass dopo la prima dose di vaccino. Questo però lo lasciamo dire agli scienziati e aspetterei un paio di settimane. Ma se è vero che la protezione da questa variante c’è dopo due dosi di vaccino, è chiaro che, oltre a correre con le seconde dosi, dobbiamo rimodulare il Certificato verde. Al momento è prematuro dirlo”. Lo afferma il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri, intervenuto su Radio 24 a ’24Mattino’.

I Dati del regno Unito

“Aspetterei 14 giorni per l’analisi dei dati che arrivano del Regno Unito e per il controllo della prevalenza della variante Delta in Italia, attualmente vicina al 20%. Aspettiamo di capire di quanto sale in una settimana. E poi una riflessione su questo la farei”, aggiunge Sileri, spiegando poi che, per quanto riguarda la seconda dose dei vaccini, “cercherei di stare più vicino alle 3 settimane per il richiamo per Pfizer e 4 settimane per Moderna, rispetto ai 42 giorni. In maniera molto dinamica: se abbiamo allungato prima, per avere più dosi con la terza ondata in corso, adesso conviene stare più vicini ai 21-28 giorni per garantire la seconda dose quanto prima”.

Per Sileri, fare il Green pass con una sola dose non è stato un errore perché “quando è stato formulato i dati mostravano che andava bene”. Quella contro Covid, ha aggiunto, “è una battaglia dinamica. Il virus è dinamico e noi dobbiamo essere pronti ad adattarci. Al momento non serve una modifica del passaporto verde, ma va messa in cantiere. L’analisi dei dati ce lo dirà”.

“Verosimilmente – ha concluso – ma qui parla più il medico del politico, bisognerà modificarlo se si conferma l’efficacia del vaccino contro la variante Delta con la seconda dose. A quel punto bisognerà introdurre un Green pass con una seconda dose fatta”.

In collaborazione con Adnkronos

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