Come funziona la valutazione in DAD

Scopri qual è il procedimento che viene eseguito nella valutazione della didattica a distanza

La pandemia da Coronavirus ha sradicato tutte le convinzioni e le abitudini preesistenti, apportando numerosi e drastici cambiamento nella vita di tutti i giorni. Uno degli ambiti che più è stato coinvolto dai cambiamenti è stato sicuramente quello scolastico. Quest’ultimo settore ha dovuto reinventarsi completamente, dalla gestione delle lezioni, ai rapporti sociali a distanza fino ai metodi di valutazione.

Rivedere e ristrutturare da zero un’istituzione, quella scolastica, non è stato affatto semplice, specie per quel che riguarda i cambiamenti da mettere in atto nella divulgazione delle informazione e nella valutazione del lavoro svolto dagli studenti! Scopri come funziona ora la valutazione nella didattica a distanza, quali sono i metodi d’esame e quali sono i criteri di giudizio globali.

Il delicato rapporto tra Didattica a distanza e valutazione

Sin dall’inizio di Marzo 2020, quando ormai la pandemia da coronavirus imperversava in Italia colpendo più duramente le regioni del nord, il Miur (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca), si è ripetutamente e profondamente interrogato sul modo in cui, date le necessità, organizzare le attività didattiche proprie di ogni ordine e grado. È stato così che, da inizio marzo, bambini e ragazzi, tutti studenti, si sono ritrovati impossibilitati a raggiungere il complesso scolastico o universitario, dovendo per forza di cose aderire al nuovo sistema della didattica a distanza.

Il Miur stesso – attraverso la nota 279 dell’8 Marzo 2020 – poneva in essere il problema della valutazione durante la didattica a distanza. Il discorso è stato inizialmente liquidato con una certa fretta, indicando che «A seconda delle piattaforme utilizzate, vi è una varietà di strumenti a disposizione. Si ricorda, peraltro che la normativa vigente (Dpr 122/2009, D.lgs 62/2017), al di là dei momenti formalizzati relativi agli scrutini e agli esami di Stato, lascia la dimensione docimologica ai docenti, senza istruire particolari protocolli che sono più fonte di tradizione che normativa». In sostanza, si rimetteva ad ogni singolo professore la facoltà di decidere il modo più appropriato per porre in essere una valutazione del lavoro svolto e dell’apprendimento degli studenti.

Sempre il Miur, attraverso la nota 388 del 17 Marzo 2020, dava specifiche più concrete ed indicazioni più precise circa le modalità che i docenti avrebbero dovuto applicare nella valutazione formativa in DAD: «Se è vero che deve realizzarsi attività didattica a distanza, perché diversamente verrebbe meno la ragione sociale della scuola stessa, come costituzionalmente prevista, è altrettanto necessario che si proceda ad attività di valutazione costanti, secondo i principi di tempestività e trasparenza che, ai sensi della normativa vigente, ma più ancora del buon senso didattico, debbono informare qualsiasi attività di valutazione».

Come procedere alla valutazione

Sempre attraverso la nota 388 del 17 Marzo 2020, il Miur propone una serie di linee guida, non tanto relative alla valutazione in DAD dello studente, quanto più per indirizzare i docenti alla corretta, imparziale e valorizzante applicazione della valutazione in DAD: «Se l’alunno non è subito informato che ha sbagliato, cosa ha sbagliato e perché ha sbagliato, la valutazione si trasforma in un rito sanzionatorio, che nulla ha a che fare con la didattica, qualsiasi sia la forma nella quale è esercitata. Ma la valutazione ha sempre anche un ruolo di valorizzazione, di indicazione di procedere con approfondimenti, con recuperi, consolidamenti, ricerche, in un’ottica di personalizzazione che responsabilizza gli allievi, a maggior ragione in una situazione come questa.» Non una valutazione con intento denigratorio o punitivo, dunque, ma una valutazione che accresca sì la consapevolezza dell’errore, ma con valore di incoraggiamento a migliorarsi e ad approfondire.

In ogni caso – nonostante la situazione sia nuova sia per i docenti che per gli studenti, la valutazione del lavoro svolto non deve mai mancare, in quanto «si tratta di affermare il dovere alla valutazione da parte del docente, come competenza propria del profilo professionale, e il diritto alla valutazione dello studente, come elemento indispensabile di verifica dell’attività svolta, di restituzione, di chiarimento, di individuazione delle eventuali lacune, all’interno dei criteri stabiliti da ogni autonomia scolastica, ma assicurando la necessaria flessibilità».

Non si fanno comunque riferimenti circa specifiche metodologie di applicazione della valutazione da parte del Miur – «Le forme, le metodologie e gli strumenti per procedere alla valutazione in itinere degli apprendimenti, propedeutica alla valutazione finale, rientrano nella competenza di ciascun insegnante e hanno a riferimento i criteri approvati dal Collegio dei Docenti. La riflessione sul processo formativo compiuto nel corso dell’attuale periodo di sospensione dell’attività didattica in presenza sarà come di consueto condivisa dall’intero Consiglio di Classe», rimandate nuovamente all’approvazione da parte dei singoli Collegi Docenti.

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