Vaccini, resta l’obbligo. La maggioranza fa dietrofront

Pronto l'emendamento, resta l’obbligo per l’iscrizione a nidi e scuole materne. I bambini non immunizzati restano fuori dalle classi

La maggioranza ci ripensa sui vaccini: è pronto un emendamento al decreto milleproroghe per confermare l‘obbligo per la frequenza scolastica.

Con la nuova modifica introdotta alla Camera, dunque, al nido e alla materna non si entra se non vaccinati; chi invece frequenta la scuola dell’obbligo (7-16 anni) potrà entrare anche senza certificato Asl, ma dovrà pagare una sanzione da 100 a 500 euro. Per i genitori resta inoltre la possibilità di autocertificare di essere in regola ma chi presenta una dichiarazione falsa rischia la denuncia. I bambini che frequentano le scuole dell’obbligo e non possono essere vaccinati per motivi di salute (che devono essere documentati) vengono invece inseriti in classi nelle quali non sono presenti altri minori non vaccinati.

QUALI SONO I VACCINI OBBLIGATORI – In base alla legge Lorenzin le profilassi obbligatorie sono: anti-poliomielitica, anti-difterica, anti-tetanica, anti-epatite B, anti-pertosse, anti-Haemophilus influenzae tipo b, anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite, anti-varicella. Tutte queste vaccinazioni sono, pertanto, obbligatorie e devono essere offerte in maniera attiva e gratuita, secondo le specifiche indicazioni del Calendario vaccinale nazionale.

Le vaccinazioni che sono invece raccomandate e gratuite per i minori di età compresa tra zero e sedici anni, sempre in base alle specifiche indicazioni del Calendario vaccinale nazionale, sono: anti-meningococcica B, anti-meningococcica C, anti-pneumococcica, anti-rotavirus, HPV. Queste vaccinazioni “non sono state incluse tra quelle obbligatorie in ragione del fatto che le malattie che prevengono si verificano con minore frequenza nel nostro Paese o del minore impatto della loro contagiosità nelle collettività chiuse, ad esempio nidi e scuole”, è stato precisato.

LE REAZIONI – “La maggioranza M5s-Lega della Commissione Affari sociali ha proposto la soppressione del comma 3 dell’articolo 6 del decreto legge che prevede la proroga dell’obbligo di vaccinazione per l’iscrizione scolastica. Si tratta di una clamorosa retromarcia e di una straordinaria vittoria della buona politica, della scienza e del buon senso. Ieri, durante le audizioni, i medici, i pediatri e gli esperti degli Istituti superiori di Sanità, avevano contestato nel merito le ragioni di una scelta che metteva a rischio la salute dei bambini. E’ un successo importante ottenuto anche grazie al contributo decisivo dei parlamentari del Partito democratico”, ha affermato il capogruppo Dem in commissione Affari sociali, Vito De Filippo.

Plaude all’emendamento sull’obbligo dei vaccini per la frequenza scolastica l’Associazione dei presidi: “E’ una buona notizia – afferma il presidente Antonello Giannelli – che denota sensibilità da parte del Parlamento rispetto alle ragioni da noi esposte in audizione davanti alle commissioni della Camera: avevamo rappresentato come Associazione presidi che l’ammissione negli asili e nelle scuole dell’infanzia dei bambini non vaccinati avrebbe comportato un rischio per la salute di quelli immunodepressi. E’ una grande vittoria di civiltà”.

Sul tema è intervenuto anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. “Nei confronti della scienza non possiamo esprimere indifferenza o diffidenza verso le sue affermazioni e i suoi risultati”.

CONTROLLI DEI CARABINIERI – Intanto sono in corso in tutta Italia controlli da parte dei carabinieri dei Nas nelle scuole per verificare la veridicità della documentazione presentata dalle famiglie in merito alle vaccinazioni obbligatorie per legge per la frequenza scolastica. I controlli, secondo quanto si apprende, sono partiti da martedì in nidi e materne e proseguiranno nei prossimi giorni anche negli altri istituti scolastici selezionati a campione. L’obiettivo è appunto individuare, a livello nazionale, eventuali casi di falsificazione della documentazione, sia che si tratti di autocertificazioni sia di certificati da parte delle asl di competenza. Casi di falsificazione si sono infatti già verificati in passato.

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