Vaccini, appello medici Usa: “Trasparenza su effetti collaterali”. Quali rischi

La campagna vaccinale partirà col nuovo anno, ma per la doppia dose è necessario che la popolazione sia preparata sui possibili effetti per evitare rinunce.

Vaccini, la luce in fondo al tunnel di questo terribile anno segnato dalla pandemia Covid. Gli annunci di Pfizer e Moderna, oltre a far volare le borse, hanno dato nuova linfa alla possibilità di tornare presto alla normalità, mentre anche le cure a base di anticorpi monoclonali sembrano avere la loro fetta d’importanza nella gestione pandemica. Come afferma il professor Francesco Le Foche, noto immunologo clinico, che ha messo tutta la sua visione ottimistica nell’ e-book intitolato “Sì, andrà tutto bene”.

“I vaccini sono sicuri e da gennaio potremo usare anche gli anticorpi monoclonali. Ne usciremo presto, ma serve responsabilità individuale” – ha detto Le Foche. “Sono in arrivo almeno quattro strategie vaccinali diverse, realizzate con bio-tecnologie, a mio avviso, favolose e innovative. Sarei tranquillissimo a vaccinarmi, perché i protocolli di sicurezza sono elevati. La rapidità con cui si sono ottenuti i vaccini è dovuta all’ azzeramento della burocrazia, alle tecniche avanzate e ai fondi immediati. Il quadro ora è critico, ma riusciamo a trattare meglio i pazienti in corsia. Arrivano prima ed escono più rapidamente. Se già tra gennaio e febbraio sarà immessa la terapia con anticorpi, per esempio tra il personale sanitario, questo sarà immune per mesi”.

Ottimismo dunque, cui va ovviamente aggiunta una giusta dose di realismo. Come nel caso americano, in cui i medici hanno lanciato un appello alle autorità competenti affinché sia promossa una esaustiva campagna informativa nei confronti della popolazione, soprattutto sui possibili effetti collaterali nelle prime ore dopo l’inoculazione.

Sia il vaccino Moderna sia quello Pfizer/BioNTech, infatti, richiedono due somministrazioni distanziate: il timore dei medici è che le possibili conseguenze negative della prima inoculazione possano scoraggiare i pazienti a ripresentarsi per la seconda dose.

In particolare, i volontari cui sono stati somministrati i vaccini Pfizer e Moderna, i più vicini ad ottenere il via libera della Food and Drug Administration, hanno riportato effetti collaterali come febbre alta, dolori muscolari, emicranie e spossatezza. Si tratta in buona parte, di sintomi influenzali sovrapponibili a quelli sperimentati dai soggetti positivi al Covid-19, anche se nella maggior parte dei casi spariscono nel giro di 24 ore o anche prima.

“Abbiamo davvero bisogno di rendere i pazienti consapevoli che questa [somministrazione] non sarà una passeggiata nel parco“, ha detto la dottoressa Sandra Fryhofer durante l’incontro virtuale con il Comitato consultivo per le pratiche di immunizzazione (Acip) un gruppo esterno di medici che offrono consulenza al Cdc. “Sapranno di fare un vaccino. E probabilmente (dopo) non si sentiranno benissimo. Ma devono tornare per quella seconda dose”.

Secondo una partecipante alla sperimentazione del vaccino Moderna che ha partecipato al meeting del Cdc, la prima dose “non sarebbe un grande problema”. Ma “la seconda dose ti metterà sicuramente a letto per tutta la giornata… Dovrai prenderti un giorno libero dopo la seconda dose”, ha affermato.

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