Ultimatum del governo: gli scenari per Autostrade

Dal vertice con il Mit, Autostrade per l'Italia esce con i giorni contati: proposta entro il fine settimana o revoca

Un incontro che doveva essere cruciale quello di oggi tra i ministeri dei Trasporti e dell’Economia e i vertici di Atlantia e la controllata Autostrade per l’Italia, dal quale è venuto fuori un ultimatum: “O cambia la proposta o scatta la revoca”. Riportano così fonti vicino ai funzionari che si sta occupando del dossier. Il governo chiede adesso ad Aspi una proposta entro il fine settimana, che sia “soddisfacente” e che tuteli l’interesse pubblico. Quelle arrivate finora non sono state ritenute tali e per questo l’esigenza di un ulteriore, decisivo, vertice.

La proposta

I criteri su cui deve lavorare Autostrade per convincere il Consiglio dei ministri sono sempre gli stessi: taglio al tariffario sulla rete (di almeno il 5%), risorse compensative e sanzioni in caso di inadempimento per manutenzioni e controlli.

Una battaglia che va avanti da mesi quella tra Aspi e il governo, per stabilire cosa fare della concessione ad Autostrade dopo il disastro del ponte Morandi. Anche se in una nota stampa di qualche giorno fa la concessionaria lamentava di non aver “mai ricevuto alcun riscontro formale alle proposte inviate all’esecutivo per la definizione del contenzioso sul ponte Morandi, né mai alcuna proposta formale è stata formulata dall’esecutivo stesso”.

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha dettato la linea ai suoi ministri, spiegando che la vicenda con Autostrade “si trascina da troppo tempo. Ma la procedura di revoca è stata avviata e ci sono tutti i presupposti per realizzarla, perché gli inadempimenti sono oggettivi, molteplici e conclamati. Quindi o arriva una proposta della controparte che è particolarmente vantaggiosa per lo Stato oppure procediamo alla revoca, pur consapevoli che comporta insidie giuridiche”

Un aiuto importante al governo per, d’altronde, l’ha data la sentenza della Corte Costituzionale che si espressa da poco sul contenzioso: “La decisione del Legislatore di non affidare ad Autostrade la ricostruzione del Ponte è stata determinata dalla eccezionale gravità della situazione che lo ha indotto, in via precauzionale, a non affidare i lavori alla società incaricata della manutenzione del Ponte stesso” ha comunicato l’ufficio stampa della Consulta, in attesa delle motivazioni.

Autostrade: “No Comment”

Roberto Tomasi, amministratore delegato di Aspi e l’amministratore delegato di Atlantia, Carlo Bertazzo, usciti dall’incontro al ministero dei Trasporti non hanno commentato. Ha accennato, invece, alla vicenda il ministro degli Esteri M5s Luigi Di Maio con un post su Facebook dove scrive anche di questo: “Quello che prima sembrava impossibile o irrealizzabile, oggi diventa necessario. Per questo non dobbiamo aver paura di prendere decisioni nette come quella su Autostrade. È un atto di giustizia.”

 

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