Frontiere Ue, via libera ai voli con 12 Paesi: così il turismo riparte

Sono circa 120 i collegamenti disponibili da Fiumicino. Dal 16 giugno, riaperto il Brennero. La speranza, ora, è che anche il turismo possa ripartire

Era il 15 giugno la tanto attesa data “chiave” per la ripresa del turismo e degli spostamenti nello spazio Schengen: da qualche ora, infatti, sono cadute la maggior parte delle restrizioni ai viaggi all’interno dell’Ue.

Ciò significa che i cittadini italiani possono riprendere a muoversi e a prenotare voli per mete entro i confini continentali. I turisti comunitari, d’altro canto, hanno avuto il via libera a visitare il Belpaese, senza l’obbligo di mettersi in quarantena per 14 giorni, già dal 3 giugno.

La crisi del turismo

Un passo necessario per il settore turistico italiano ed europeo, duramente provato dai mesi di lockdown e dalle restrizioni in vigore a causa della pandemia. Dal primo luglio, invece, vi sarà una progressiva riapertura delle frontiere esterne, per tornare ad attirare turisti da tutto il mondo. Il calo degli arrivi, rispetto all’anno passato, sarà comunque inevitabile. Secondo l’Enit, l’Italia perderà il 49% dei visitatori internazionali, pari a circa 31 milioni di turisti.

Riprendono i collegamenti

In tale contesto, la ripresa dei collegamenti, aerei (qui l’autodichiarazione necessaria per viaggiare) e non solo, è cruciale. In queste ore, all’aeroporto di Fiumicino ci sono circa 120 voli giornalieri tra partenze e arrivi, con 12 Paesi europei collegati. Tra le destinazioni, si contano Svizzera, Belgio, Gran Bretagna, Francia e Lussemburgo, ma anche Bulgaria, Spagna, Grecia, Paesi Bassi, Bielorussia e Croazia. Almeno sette le destinazioni raggiungibili in Germania, con collegamenti Alitalia e Lufthansa.

Ma oltre ai voli, a riaprire sono anche le frontiere terrestri. Dal 16 giugno sono ripresi gli spostamenti via Brennero con l’Austria, che pure ha mantenuto un avviso di viaggio per quanto riguarda la Lombardia, la Regione italiana più colpita dal virus. Semaforo verde anche per quanto riguarda i valichi alpini internazionali del Piccolo San Bernardo, tra Italia e Francia in Valle d’Aosta, e del Gran San Bernardo con la Svizzera, mentre i sindaci di Gorizia e Nova Gorica hanno tagliato un nastro al valico di San Gabriele.

Le regole per viaggiare

Viaggiatori e compagnie, però, devono fare i conti con le misure di sicurezza necessarie ad evitare nuovi contagi. Secondo quanto previsto dall’ultimo Dpcm, non sussiste più l’obbligo del distanziamento sugli aerei, ma devono essere rispettati alcuni requisiti: ad esempio, l’aria deve essere rinnovata ogni 3 minuti, i flussi devono essere verticali e si devono utilizzare filtri particolari, capaci di purificare l’aria a un livello molto elevato.

Qualche difficoltà in più per le limitazioni sui bagagli a mano: mentre il decreto imponeva restrizioni su quelli di grandi dimensioni, nelle scorse ore si è parlato dell’obbligo, in molti casi, di imbarcare il classico trolley, con conseguenti costi aggiuntivi per i passeggeri. A bordo, insomma, si possono portare solo borsette di piccole dimensioni. E se gli aerei viaggiano a pieno carico, negli aeroporti valgono le regole del distanziamento sociale, con percorsi differenziati e nuove modalità di accesso ai terminal.

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