Turismo, crollo degli stranieri per il coronavirus: le città più in crisi

Uno studio dell'Agenzia nazionale turismo rivela i dati del turismo straniero in Italia, in forte calo da Firenze a Roma

Il turismo è il settore messo più alla prova dal nuovo coronavirus durante i mesi del lockdown e quello che vivrà l’anno più di crisi per le difficoltà causate dalle stringenti regole nei viaggi e la paura per il Covid-19. Uno studio dell’Enit, l’Agenzia nazionale turismo, stima per il 2020 in circa il 55% il calo delle visite dall’estero in Italia.

Si tratta di 51 milioni di turisti in meno che equivalgono a una riduzione di 165milioni di pernottamenti e una perdita di 67 miliardi di entrate nelle casse del settore turistico.

Nelle stime dell’Enit il crollo dovrebbe essere più attenuato per quanto riguarda il turismo interno che farà registrare un -31% rispetto al 2019, circa 16 milioni di persone. Ad essere un po’ più colpite saranno quindi le città d’arte caratterizzate da un turismo più internazionale.

La classifica delle città con calo più forte di turismo straniero

Da Firenze a Roma, in Italia tutte le grandi città saranno colpite dalla crisi del settore, ecco quali sono le città con percentuali maggiori di diminuzione degli arrivi internazionali:

  1. Firenze -63,9%
  2. Napoli -61,5%
  3. Venezia -60,7%
  4. Roma -60,5%
  5. Milano -58,5%
  6. Genova -57,2%
  7. Torino -53,2%

Piccoli segnali di miglioramento: frenano le cancellazioni

Nonostante lo scenario per il 2020 non sia dei più rosei, il presidente Enit Giorgio Palmucci non perde l’ottimismo: “Il turismo italiano è per il 50 per cento composto da stranieri e l’Italia è ai primi posti per i viaggiatori big spender oltreoceano che quest’anno è la quota di mercato più in affanno. La spesa turistica totale diminuirà di 67 miliardi circa ma nonostante una perdita di quasi il 50 per cento si innescano fenomeni compensativi e gli italiani stanno rispondendo bene, con località già sold-out e con la Penisola che recupera una parte degli italiani esterofili.”

In generale se le città d’arte faticano a riempirsi nuovamente di turisti, si registrano lievi segnali di ripresa rispetto a giugno per le località di mare e montagna: dal -80% dello scorso mese si passa oggi a un -50%.

E rallentano anche le disdette provenienti dall’estero: le cancellazioni dalla Germania fanno registrare un -75,7% dal precedente -83,7% , la Francia da -79,1% a -64,9 di prenotazioni annullate, mentre il Regno Unito passa da -90,6% a -86,5%.

 

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