Scuola, in una Regione test sierologico obbligatorio per gli insegnanti

In tutta Italia solo un docente su quattro si è sottoposto allo screening, così un governatore ha deciso di imporlo sul proprio territorio

Solo un docente su quattro, secondo i dati raccolti da Repubblica in 9 Regioni d’Italia, si sarebbe sottoposto al test sierologico entro il 7 settembre, ultimo giorno per farlo gratuitamente. Sono stati distribuiti 2 milioni di kit in tutto il Paese: quasi la totalità, 1,5 milioni, è stato riservato a Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna, Liguria, Toscana, Campania, Lazio e Sicilia.

Di questi, ne sono stati somministrati 365 mila. I dati al momento sono provvisori, lo screening è comunque partito in ritardo e molti insegnanti potrebbero sottoporsi al test la prossima settimana, alzando la percentuale dal 25% al 40%. Ma mentre in tutte le Regioni il sierologico su base volontaria, un governatore ha deciso di renderlo obbligatorio.

Test sierologico agli insegnanti, la decisione di De Luca

Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha firmato l’ordinanza numero 70 che rende obbligatorio lo screening sul personale scolastico. Si riferisce anche a quello non docente, di tutte le scuole ed istituti scolastici di ogni ordine e grado. Ognuno dovrà segnalarsi al proprio medico o all’Asl di appartenenza per sottoporsi al test sierologico e/o al tampone, presentando l’esito al dirigente scolastico.

Le disposizioni non si applicano ai soggetti che comprovino al proprio preside di aver effettuato, anche su base volontaria, un test sierologico e/o tampone diagnostico (con esito negativo) dopo il 24 agosto 2020.

Test sierologico agli insegnanti, i dati delle altre Regioni

Riguardo ai risultati arrivati fino ad ora, nella maggior parte delle Regioni si è avuto tra lo 0,5% e l’1,2% dei test sierologici positivi. La Lombardia è arrivata a 4,8% (3.662 su 74.841), l’Emilia-Romagna al 2,3% (1.158 su 49.208). La Toscana, che ha deciso da subito di fare i test anche nelle strutture delle sue Asl oltre a quelle dei medici di famiglia, registra uno 0,6% (34 mila esami totali).

Il Lazio è dovuto partire da sola per la scarsa adesione dei medici di famiglia: gli operatori scolastici sono circa 120 mila, al momento in 50 mila hanno fissato un appuntamento con le Asl per fare il test. In 30 mila hanno già fatto l’esame, le percentuali di positività sono bassissime. La Regione Veneto ha inanellato 53 mila esami, l’obiettivo è di 95 mila: i medici di famiglia collaborano con l’assessorato alla Salute.

Oltre 17 mila test in Piemonte: meno del 2% personale scolastico che si è sottoposto al test sierologico è risultato positivo al coronavirus, 327 persone. Per chi si è sottoposto allo screening, il servizio sanitario ha predisposto il tampone per verificare che abbiano superato la malattia o, in caso contrario, per imporre la quarantena. In tutto sono oltre 80 mila le persone che avrebbero potuto accedere all’esame da fare dal medico di base oppure prenotando tramite il servizio delle Asl.

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