Tamponi a chi torna da Spagna, Grecia, Malta e Croazia: la situazione negli aeroporti

Nonostante l'ordinanza ministeriale, non tutti gli scali aeroportuali italiani hanno ancora attrezzato delle aree dedicate ai controlli

Nonostante l’obbligo imposto dall’ordinanza firmata pochi giorni fa dal ministro Speranza, i controlli negli aeroporti italiani sono ancora molto blandi. Il provvedimento emanato d’emergenza prevede l’obbligo di sottoporsi test molecolare o antigenico al momento dell’arrivo nel porto, aeroporto o luogo di confine per tutti coloro che tornano da Spagna, Grecia, Malta e Croazia.

Una misura resa necessaria dall’esplosione di contagi legata ai vacanzieri di ritorno dai quattro Paesi del bacino del Mediterraneo ma che, fino a oggi, non ha trovato ancora ampia applicazione. E anche dove sono state già attrezzate le prime aree adibite ai controlli sanitari, le cose non vanno sempre per il meglio. A Fiumicino, dove “Aeroporti di Roma” ha allestito un’area in grado di ospitare fino a 480 persone contemporaneamente, si sono registrati alcuni rallentamenti, con viaggiatori in attesa per circa mezz’ora.

Controlli sanitari negli aeroporti: dove si fanno i tamponi

AdR, società che gestisce entrambi gli aeroporti capitolini, è stata tra le prime a reagire all’ordinanza firmata dal ministro Speranza lo scorso 12 agosto.

Sia a Fiumicino sia a Ciampino sono state allestite delle aree dove i passeggeri in arrivo da Spagna, Grecia, Malta e Croazia vengono sottoposti al tampone da parte del personale sanitario del Servizio regionale. Nel principale scalo romano sono stati creati 12 diversi box in un’area che può ospitare fino a 480 persone contemporaneamente; a Ciampino, invece, i box sono 5 e occupano una superficie di 150 metri quadrati.

Aree dedicate allo screening dei viaggiatori in arrivo sono state create anche negli aeroporti di Perugia, Pescara, Venezia e Verona, mentre a Bologna la sperimentazione dovrebbe partire già nei prossimi giorni.

Controlli sanitari negli aeroporti: dove non si fanno i tamponi

Gli altri scali italiani stanno invece provvedendo alla realializzazione delle aree adibite allo screening sanitario, anche se non c’è ancora una data certa sull’inizio delle operazioni.

A destare le maggiori preoccupazioni, almeno per il momento, sono i tre aeroporti lombardi (Malpensa, Linate e Orio al Serio), dove ogni giorno transitano migliaia e migliaia di viaggiatori provenienti dalle quattro nazioni “incriminate”. Per ora, chi torna da Spagna, Grecia, Malta e Croazia viene invitato a rivolgersi all’Unità sanitaria territoriale di competenza entro 48 ore, così come previsto dall’ordinanza ministeriale, ma sembra che a partire dalla seconda metà della prossima settimana potrebbero essere aperte le prime strutture per realizzare i tamponi.

Chi atterra a Bari e Brindisi deve rivolgersi alle autorità sanitarie della propria provincia; chi arriva a Napoli dovrà porsi in auto-quarantena in attesa di essere contattato dalle autorità; a Genova, invece, ci si dovrà auto-denunciare e presentarsi presso una struttura sanitaria entro 48 ore.

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