Cos’è la sugar tax proposta in Italia e in quali Nazioni viene già adottata

Il Movimento 5 Stelle ha ipotizzato alcuni interventi al fine di combattere l'obesità infantile e l'abuso di bevande zuccherate: tra queste c'è la sugar tax

Il Movimento 5 Stelle ha presentato in Commissione Affari Sociali della Camera una proposta di legge per “impegnare il governo a combattere l’obesità infantile con delle misure” specifiche.

Secondo uno studio promosso dal Ministero della Salute, in Italia i bambini obesi e in sovrappeso sono diminuiti del 13% in 10 anni, ma il risultato come sottolinea il testo dei 5 Stelle “non fa avanzare l’Italia nella classifica dei peggiori Paesi europei per obesità infantile“. Per questo motivo, uno dei due partiti al governo ha ritenuto giusto presentare una serie di misure che potrebbero essere adottate contro la cattiva alimentazione: tra queste ci sarebbe anche la possibile introduzione della “sugar tax“.

La “sugar tax” è una tassa sulle bevande zuccherate, già presente in alcuni Paesi europei e non solo. Il primo Paese a proporla è stata la Danimarca, mentre subito dopo è arrivata la Francia, che, sotto il governo Sarkozy nel 2012, ha stabilito una tassazione di 2,5 centesimi di euro per lattina di drink contenente zucchero e dolcificanti. Così ha fatto pochi mesi fa anche il Regno Unito, dove le bibite con più di 5 grammi di zucchero ogni 100 millilitri hanno subìto un rincaro di 18 pence al litro. Se poi contengono 8 grammi ogni 100 millilitri, il rincaro sale a 24 pence al litro. In questo caso però, l’obiettivo non è tanto quello di ridurne il consumo, quanto di spingere le aziende produttrici a diminuire il quantitativo di zucchero utilizzato. Infine, negli Stati Uniti è in corso una campagna contro le bevande zuccherate, che aveva visto schierata anche la ex first lady Michelle Obama.

Non è certo che la “sugar tax” possa approdare in Italia: la proposta è in fase di studio e dovrà essere sottoposta a valutazione. In ogni caso, non compare nel testo finale della risoluzione, all’interno del quale compaiono altre misure per arginare l’uso eccessivo di zuccheri. Tra di esse, c’è la proposta di agire in modo che i luoghi di ritrovo dei bambini (a partire dalle scuole) siano privi da ogni forma diretta o indiretta di commercializzazione di alimenti ricchi di grassi saturi, zuccheri e sali.

Una delle proposte prevede anche l’inserimento di etichette o scritte che indichino il rischio di obesità nelle confezioni dei prodotti per un target giovane e delle bevande zuccherate. Infine, è stato proposto di evitare l’utilizzo dei personaggi dei cartoni per promuovere cibo poco sano o “intraprendere iniziative di carattere informativo, oltre che normative, volte a disincentivare presso i produttori l’utilizzo dell’olio di palma o palmisto come ingrediente nelle preparazioni alimentari”.

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