Spostamenti tra regioni dal 3 giugno: le novità in auto, dubbi su moto e scooter

Finalmente da mercoledì 3 giugno sono possibili gli spostamenti al di fuori della propria regione per qualsiasi motivo. Ecco le novità nelle Faq del Governo

Nonostante il “niet” di alcune Regioni, finalmente da mercoledì 3 giugno sono possibili gli spostamenti al di fuori della propria regione per qualsiasi motivo. Non saranno dunque più limitati alle restrizioni introdotte precedentemente dal Governo per la gestione dell’emergenza sanitaria nella Fase 2.

Dal 3 giugno, dunque, vengono meno le ragioni di lavoro, assoluta urgenza e motivi di salute propri o di un parente stretto che ne abbia necessità. E non servirà di conseguenza nemmeno più l’autocertificazione, tranne che in un caso.

Gli spostamenti interregionali potranno comunque essere limitati, solo con provvedimenti statali (decreti del Presidente del Consiglio dei ministri o ordinanze del Ministro della salute), in relazione a specifiche aree del territorio nazionale, secondo principi di adeguatezza e proporzionalità al rischio epidemiologico effettivamente presente in queste aree.

I divieti per chi presenta sintomi o è positivo al Covid

Restano invece in vigore le regole precedenti riguardo a chi presenta sintomi riconducibili al Covid. Ci sono limitazioni negli spostamenti per chi ha sintomi da infezione respiratoria e febbre superiore a 37,5°: questi soggetti devono rimanere presso il proprio domicilio e limitare al massimo i contatti sociali, contattando il proprio medico curante.

Per chi è sottoposto alla misura della quarantena vige il divieto assoluto di uscire da casa essendo risultato positivo al virus.

Le nuove regole in auto

Per quanto riguardo l’uso delle auto, è possibile l’utilizzo di automobili e altri mezzi di locomozione tra persone non conviventi, purché siano rispettate le stesse misure di precauzione previste per il trasporto non di linea: ossia la presenza del solo guidatore nella parte anteriore della vettura e di due passeggeri al massimo per ciascuna ulteriore fila di sedili posteriori, con obbligo per tutti i passeggeri di indossare la mascherina.

L’obbligo di indossare la mascherina può essere derogato nella sola ipotesi in cui l’auto risulti dotata di un separatore fisico (plexiglas) fra la fila anteriore e posteriore della macchina: in questo caso è ammessa la presenza del solo guidatore nella fila anteriore e di un solo passeggero per la fila posteriore. Nessuno di questi limiti si applica se i mezzi sono utilizzati solo da persone conviventi.

Le regole sui mezzi pubblici

Per quanto riguarda i mezzi pubblici, gli accessi sono contingentati in modo da garantire la possibilità del rispetto del distanziamento interpersonale. È obbligatorio l’uso della mascherina o di altri dispositivi di protezione delle vie respiratorie. Sono anche da seguire le indicazioni delle competenti autorità locali e del personale preposto al trasporto.

Per il trasporto pubblico di linea restano, per le attività di trasporto terrestre, marittimo, ferroviario, aereo, lacuale e nelle acque interne, restano in vigore le regole del “Protocollo condiviso di regolamentazione per il contenimento della diffusione del COVID- 19 nel settore del trasporto e della logistica” sottoscritto il 20 marzo 2020 (allegato 14 del Dpcm 17 maggio 2020), nonché delle “Linee guida per l’informazione agli utenti e le modalità organizzative per il contenimento della diffusione del COVID-19” (allegato 15 dello stesso Dpcm).

Le regole per moto e scooter

Restano, di fatto, ancora dubbi sull’uso di moto o scooter: le Faq del Governo, dopo aver inizialmente dato indicazioni in proposito, non affrontano più il tema.

Ovvio che se si indossa il casco anche tra non conviventi, viene meno l’uso delle mascherine, ma potrebbe invece essere utile in caso di caschi aperti. Ma, come dicevamo, il Governo nulla esplicita a tale proposito.

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