Soglia di povertà: come calcolare la propria

L'Istat lancia l'allarme: oltre 18 milioni gli italiani a rischio povertà. Ecco come calcolare la propria soglia di rischio

Quest’anno l’Istat lancia l’allarme con ancora più preoccupazione: gli italiani a rischio povertà stanno crescendo sempre più e le cifre preoccupano.

Secondo l’ultimo rapporto dell’Istituto nazionale di statistica, sono oltre 18 milioni gli italiani vicino alla soglia di povertà, quasi un terzo della popolazione nazionale. Nell’indicatore di povertà o esclusione sociale rientrano quelle persone che sono a rischio povertà di reddito (il 20,6% del totale), deprivate materialmente (il 12,1%), disoccupate o con bassa intensità lavorativa in generale (il 12,8%).

La maggioranza della popolazione a rischio si trova nel Mezzogiorno, che registra un 46,9% contro il 19,4% del Nord Italia: un divario regionale importante. L’Istituto aveva registrato globalmente nel 2017 più di 5 milioni di italiani in povertà assoluta, che costituiscono circa l’8% della popolazione. Anche le condizioni dei minori non sono rassicuranti, in quanto si registra un’incidenza del 12,1% tra di essi.

Si allontana ancora di più l’obiettivo di Europa 2020, il programma dell’Ue che pone obiettivi di crescita e occupazione per il decennio in corso. Sviluppo intelligente, sostenibile e inclusivo sono i temi principali individuati per combattere la povertà che nel continente rimane stabile e coinvolge 118 milioni di persone, circa il 23% della popolazione. Secondo il programma, l’Italia dovrebbe, entro il 2020, far uscire dalla condizione di povertà ed esclusione sociale 2,2 milioni di persone.

Oltre ai dati raccolti e alla fotografia dell’Italia, l’Istat offre anche uno strumento per calcolare la propria soglia di povertà. Come si legge sul sito infatti, “la soglia di povertà assoluta rappresenta il valore monetario, a prezzi correnti, del paniere di beni e servizi considerati essenziali per ciascuna famiglia, definita in base all’età dei componenti, alla ripartizione geografica e alla tipologia del comune di residenza”.

In base quindi alla propria collocazione geografica, all’anno in corso, al numero di componenti della famiglia e alla loro età è possibile stabilire una soglia di spesa mensile, sotto la quale si rientra nella categoria di “povertà assoluta”. L’Istituto scrive infatti sul sito “Una famiglia è assolutamente povera se sostiene una spesa mensile per consumi pari o inferiore a tale valore monetario”.

È interessante osservare come la soglia monetaria individuata sia aumentata nel corso degli anni. Se ad esempio si indica di risiedere al Centro, in un’area metropolitana e di avere un nucleo familiare composto da due adulti sotto i 59 anni d’età, un neonato e un bambino sotto i 10 anni e si inserisce come anno di riferimento il 2017, si avrà una soglia monetaria di 1.323,38 euro. Se invece si inserisce come anno di riferimento il 2005, si otterrà una soglia di 1.097,27 euro, registrando un aumento del 20% in 12 anni. Se ancora si inserisce il 2010 come anno di riferimento, la soglia monetaria sarà di 1222,20 euro: nel 2017 risulta aumentata dell’8%.

Il trend insomma sembra da decenni in costante crescita e non accenna a invertire la rotta.

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