Capua: seconda ondata di Coronavirus potrebbe non esserci, ecco perché

Secondo la virologa italiana, continuando a mantenere le "nuove buone abitudini" potremmo evitare una seconda ondata

Ora che il nuovo Coronavirus sembra essersi “indebolito” e aver perso parte della sua carica virale, le preoccupazioni dei virologi e dei politici sono rivolte all’autunno. Come detto anche ieri dal Ministro della Salute Roberto Speranza, si teme che la malattia torni a manifestarsi tra qualche mese, costringendoci nuovamente alla quarantena e allo stop a tutte le attività che riteniamo “normali”.

La seconda ondata dell’Influenza Spagnola, che più volte è stata paragonata al COVID-19, provocò molti più morti della prima ondata, cogliendo di sorpresa i Governi del tempo. Un’ipotesi che, al momento, non è del tutto possibile escludere, tanto che diversi Paesi (e non solo l’Italia) si starebbero già preparando al peggio. Non è però di questa opinione Ilaria Capua: la celebre virologa italiana, infatti, ha affermato che non dovrà esserci necessariamente una seconda ondata della malattia. Anzi, se le cose continueranno così, è probabile che potremmo cavarcela senza nuove misure restrittive.

Ilaria Capua: perché non ci sarà la seconda ondata del COVID-19

Intervenuta alla trasmissione “Di Martedì” su La7, la virologa che dirige l’Emerging Pathogens Institute dell’Università della Florida, ha chiarito quali siano le effettive possibilità che si manifesti una seconda ondata del nuovo Coronavirus e come dobbiamo comportarci affinché ciò non accada. La Capua, infatti, ha lasciato intendere che tutto è nelle nostre mani (letteralmente).

Alla domanda del presentatore Giovanni Floris su cosa aspettarsi dalla seconda ondata e quando questa potrebbe arrivare, la virologa emigrata negli Stati Uniti ha sottolineato che non è detto che ci sarà. “Non dimentichiamoci che la seconda ondata è il virus che torna a far capolino fra le maglie delle difese che noi abbiamo posto tra noi e lui, e la sua circolazione”.

Cosa fare per evitare il ritorno del Covid

Per ripresentarsi, il virus ha bisogno di un “terreno fertile” che gli consenta di proliferare liberamente, come già accaduto a partire dal dicembre dello scorso anno.

“Siamo noi che attraverso i nostri comportamento, e attraverso sicuramente una ripresa delle attività, che possiamo facilitare il ritorno del virus. Ma io vi garantisco che se continuiamo ad osservare alcuni comportamenti, come lavarci le mani, di stare attenti e di tenere quella distanza di sicurezza che fa sì che il virus non si diffonda da un individuo infetto a uno sano, allora potrebbe anche non esserci una seconda ondata“.

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